Finalmente da gennaio abbiamo nuove faccine!

Diciamolo, siamo tutti un po’ più contenti. Con l’aggiornamento dei sistemi operativi da gennaio 2017 nei nostri smartphone sono apparse tante nuove “emoticon”, “smiley” o “emoji”.

Chiamatele un po’ come volete, ma io capisco meglio se dico “faccine” ( in inglese smiley ), anche se ormai questo termine è riduttivo, visto che l’offerta è talmente ampia che non si limita a ciò, ma include oggetti, frutta, verdura, arti e mestieri, situazioni metereologiche e quant’altro.


Infatti le emoji nacquero nel
1998 e rappresentano le immagini usate per sostituire le parole, raffigurando esattamente il significato dei vocaboli. Le emoji devono essere supportate da un software in grado di leggerle, altrimenti non si visualizzano,mentre le emoticon (che possono essere realizzate attraverso qualsiasi programma in grado di scrivere), sono le semplici espressioni facciali.

La tecnologia come ben sappiamo si è evoluta a grandi passi e così anche le emoji e le emoticon hanno visto aumentare notevolmente la loro diffusione, tanto che alla fine del 2015 il dizionario Oxford ha deciso di nominare, udite udite, parola dell’anno, per la prima volta, non una parola vera e propria, ma un’emoji, precisamente quella faccina che ride con le lacrime agli occhi. 

Emoticon”, “smiley” ,“emoji” e faccine: pian piano si sono diffuse con gli SMS esprimendo emozioni, ma oggi sono arrivate a contaminare anche tutte le comunicazioni nei social media.

Inserendo questi elementi emotivi ed espressivi si riuscirà nello scopo di migliorare il parlato-scritto usato nei social network, o andando avanti di questo passo senza l’uso di tali strumenti non riusciremo più a farci intendere ? Intanto godiamoci i nuovi arrivi…

 

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