Fiction uguale spreco

L’ultima fiction che ho visto, solo perchè mi interessava capire meglio la storia,  è stata quella riferita all’esempio civico di Angelo Vassallo nel film ‘Il Sindaco Pescatore dell’8 febbraio su Rai1 con Sergio Castellitto.

La precedente che ricordo con passione, è stata “La piovra”, serie televisiva andata in onda dal 1984 al 2001, suddivisa in 10 miniserie.

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Poi, per quanto mi riguarda , il nulla, nonostante che nel corso degli ultimi anni la tv di Stato e le reti Mediaset hanno aumentato esponenzialmente le produzioni di fiction, che si ritrovano quasi giornalmente sul piccolo schermo.

Va detto che questo genere di produzioni si è fatto conoscere in Italia fino dai primi anni  ’80,  grazie alle poche emittenti private in circolazione che riversavano sullo schermo soap opere statunitensi e telenovelas sudamericane. Con il termine “fiction” che potrebbe essere tradotto in finzione, si vuole invece intendere un prodotto di attività ricreativa ed immaginaria che assume una struttura di  racconto.

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Oggi, nonostante che le fiction italiane nella maggior parte dei casi facciano ricorso a personaggi e temi troppo standardizzati  distanti dalla realtà sociale a cui dichiarano invece di rifarsi, qualcuno le ha fatte diventare uno dei generi più forti della televisione generalista.

Attori e registri fanno a gara ad accaparrarsi le produzioni anche perché i compensi non sono da poco. Tanto che la Corte dei Conti a più riprese ha evidenziato che tra le principali criticità del bilancio Rai ci sono proprio le fiction, che hanno tempi di lavorazione troppo lunghi con costi di lavorazione elevatissimi e ritorni ben inferiori alle potenzialità. Nonostante la continua messa in produzione di nuove fiction, le rilevazioni indicano infatti continui cali di ascolto su questo tipo di prodotto, anche perché si ha troppa quantità e poca qualità. Nel caso della Rai , milioni e milioni di euro impegnati per pochissime puntate di questa e quella produzione , che alla fine spesso rimane  invenduta anche verso l’estero.

Insomma le fiction alternative al film come prodotto cinematografico, alla fine pare facciano la felicità solo di pochi.

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