Educazione informatica per tutti

Sono passati ben 50 anni da quel 29 ottobre 1969, giorno in cui ci fu il primo “abbozzo” di scambio di informazioni tra due computer parecchio distanti tra di loro.

Così il 29/10 è per tutti l’Internet day, che quest’anno ha festeggiato i suoi 50 anni.

Come scritto anche da Baricco nel suo libro “The Game” la rivoluzione di internet sta stravolgendo i rapporti e la qualità della vita di tutti, nel bene e nel male. Lo vediamo ogni giorno.

Forse non ce ne accorgiamo, ma Internet è una sorta di cambiamento epocale.

Per esempio questi tre macro-dati fanno impressione:

  • ogni minuto vengono caricate su YouTube oltre 500 ore di video e ogni giorno viene guardato oltre 1 miliardo di ore di video (YouTube è il secondo sito più visitato al mondo, preceduto solo da Google, che ne è il proprietario);
  • ogni giorno, nel mondo, al minuto, vengono inviate quasi 200 milioni di mail;
  • ogni giorno, nel mondo, al minuto, vengono inviati quasi 40 milioni di messaggi whatsapp.

Cambiamento che a primo impatto può sembrare ecologico, green, ma se approfondiamo e cerchiamo di leggere questi numeri, capiamo che non lo è.

Anche perché sul pianeta terra ci devono essere dei “contenitori” fisici che possano immagazzinare e muovere le informazioni che ci trasferiamo attraverso la rete.

I “contenitori” ci sono. Nel mondo sono alcune migliaia (in Italia per esempio dovrebbero essere 55); si chiamano Data Center e possiamo immaginarceli come giganteschi archivi.

I Data Center devono essere situati in ambienti ben organizzati e con grandi spazi, ma soprattuto in luoghi sicuri ed affidabili, come il caveau di una banca, perché contengono l’oro dell’economia digitale: i dati.

Ma ogni Data Center consuma energia come una piccola cittadina e con la sua attività, vista la crescita esponenziale della rete, consuma e consumerà sempre di più.

Quanto CO2 consumiamo con un nostro click?

Pare che ogni mail consumi fino a 20 grammi di CO2 (con un allegato il consumo si raddoppia quasi).

Forse sarà necessaria una educazione informatica per tutti, soprattutto a partire dalle nuove generazioni, che sono sempre più connesse.

Perché, alla fine, anche le stupidaggini che ci scambiamo tutti su wahtsapp, hanno sia un costo che un peso ambientale.

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