L’ economia reale, ormai accerchiata, sta per arrendersi

Fare impresa, creare lavoro, muovere l’economia, da noi pare sia diventato quasi improponibile.  Chi ci è già dentro o alza bandiera bianca ed esce dal mercato, oppure cerca di resistere in qualche modo, spesso riducendo al minimo la propria struttura ( a discapito anche dei livelli occupazionali ).

Ci stiamo avvicinando al punto del non ritorno.

immagine1L’imposizione fiscale, la burocrazia e le complicazioni eccessive che negli anni i nostri amministratori pubblici hanno sempre detto di aver abbattuto, invece  non solo non sono state rimosse,  ma anzi, silenziosamente prosperano, si moltiplicano , attraverso regolamenti nazionali, regionali e comunali, che portano ad un accerchiamento che difficilmente può essere superato .

L’ economia reale, soprattutto quella legata all’artigianato ed alla piccola impresa,  credo proprio sia arrivata ai limiti di tenuta.

Ne sono convinto anche perché negli ultimi sei mesi ho avuto una piccola esperienza diretta  in tal senso . Ho assistito da vicino,  occupandomi per conto di un familiare anziano, ad  una  ristrutturazione di un  fondo commerciale, che poi sarebbe stato dato in locazione ad un piccolo imprenditore per l’apertura di un’attività di somministrazione di alimenti e bevande. Una semplice attività di ristrutturazione di fabbricato ad uso commerciale ed un nuovo contratto di locazione commerciale.

Niente di più banale. Ma a secondo di dove ti trovi,  dalla banalità puoi essere anche schiacciato.

Per esempio in Italia. Norme urbanistiche locali, come l’ inizio e la fine lavori, agibilità, collaudo, accatastamento, certificazione energetica, certificazioni di impianti idraulici ed elettrici ecc. ecc. Un turbillon di documenti, pec, autocertificazioni, che  investono come un’onda lunga tutti quanti :  il proprietario dell’immobile ignaro di tutto questo;  il tecnico di riferimento che sa ma che ogni volta  si trova una nuova norma che allunga e complica la pratica ; gli artigiani che effettuano i  lavori di muratura ed impiantistica  nell’immobile che sono  sempre meno presenti sui luoghi di lavoro e sempre più impegnati in ufficio, ( luogo  che poi non hanno così tanto amato ),  per preparare  tutte le dichiarazioni da produrre ;  il  locatario che accompagnato da fidati consulenti deve muoversi passo per passo per entrare in possesso di tutti quei requisiti necessari all’inizio attività .immagine

E se poi,  dopo tanto patire e vari intoppi si riesce ad arrivare alla fine dei lavori ed alla produzione dei documenti, il proprietario pensa che mai e poi mai rimetterà mano ad una ristrutturazione immobiliare, il tecnico di riferimento  ormai assuefatto dalla tanta burocrazia , ritiene comunque che il guadagno sull’ operazione ( ogni anno  sempre più esiguo  ),  non sia soddisfacente per coprire il tempo impiegato e lo stress patito. E l’artigiano medita davvero di chiudere definitivamente l’attività in quanto già possiede poche proposte di lavoro e per di più al ribasso ed oltretutto avendo l’obbligo ogni volta di preparare nuovi  certificati e documenti ,  ritiene che davvero sia giunto il  momento di lasciare.  Colui che sta per iniziare l’attività, invece,  è l’unico ancora con un’esigua speranza che l’idea imprenditoriale avuta possa funzionare, ricoprendo tutte le preoccupazioni, tutte le spese sostenute e non preventivate ed i mancati guadagni dovuti ai ritardi nell’apertura .

Speranza di un rilancio generale che quanti governano le sorti dell’ Europa ripongono anzitutto nell’ economia finanziaria, che reputano essenziale per il reperimento dei capitali necessari al buon funzionamento di un’attività economica reale. Nel nostro paese, a parte che i soldi in genere vanno …dove stanno i soldi, le problematiche raccontate sopra sull’economia reale, come vissute ed affrontate  da quanti stanno in alto, ai vertici, al comando, sembrano banalità .

A questo punto allora,  non ci resta che dichiarare lo stato di banalità naturale !

 

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