Dodicesimo reportage dall’Angola

Carri armati abbandonati

Vedere dei bambini che giocano sui carri armati è una scena che ti rimane dentro e che non si scorda facilmente.

È il futuro che sembra superare uno dei momenti più bui della storia di questo Paese.

In realtà solamente i più piccoli, che non hanno conosciuto la guerra perché terminata da soli 16 anni, riescono a lasciarsela alle spalle.

Il resto delle persone l’ha vissuta in prima persona e parlando con loro ci si rende conto di quanto lo spettro della sanguinosa guerra durata 40 anni sia ancora presente nelle loro vite.

In tutta l’Angola, a distanza di decenni ne sono sempre presenti i segni: sono le carcasse dei carri armati abbandonati, i cartelli che segnalano la presenza di campi di sminamento e le persone rimaste mutilate perché non decedute dopo l’esplosione di una mina antiuomo.

Ad oggi l’Angola rimane, nonostante le intensive operazioni di sminamento del periodo post-bellico, uno dei paesi con il maggior numero di mine, che continuano sporadicamente a mietere vittime.

È attraverso chi ha conosciuto la guerra che si impara a capire la fortuna di vivere la pace.

Beniamino Bortoli

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