Da noi si discute se installare le telecamere, nel Regno Unito sono già alla webcam

Sarà il periodo, sarà che i media stanno più attenti a questo tipo di reato, ma capita troppo spesso di ascoltare servizi giornalistici in cui si racconta di maltrattamenti verso i bambini e gli anziani, negli asili e nelle case di riposo.

Premesso che non comprendiamo i motivi che inducono tanti operatori a simili comportamenti, anche perché l’attività lavorativa che svolgono è particolare, necessità di predisposizione e di un certo bagaglio professionale, e difficilmente è stata obbligata da qualcuno. Come pure è difficile capire a priori se un soggetto che viene assunto per un simile incarico, un giorno possa poi trasformarsi in un violento.

In ogni caso, stante questa situazione di allarme crescente, nel nostro Parlamento, la Camera ha approvato la proposta di legge di Forza Italia di installare telecamere negli asili nido e negli istituti per anziani. Ora tale proposta di legge dovrà essere votata anche in Senato. Non si sa bene quando.

Ma i mugugni intorno a questo provvedimento non sono pochi in quanto andrebbero a ledere il diritto alla privacy di insegnanti ed altri operatori. Infatti sia il Garante della Privacy, Soro, ritiene che l’installazione delle telecamere non solo è una misura che viola la privacy dei dipendenti ma è pure poco utile a contrastare il fenomeno dei maltrattamenti verso i bambini e gli anziani, ma anche i sindacati della scuola danno parere negativo su una simile proposta di legge, in quanto ritengono che la scuola è il luogo dove si concretizza la libertà di espressione che deve essere priva di condizionamenti, quindi senza telecamere.

Qualcosa è necessario comunque fare, perché la rotta va modificata.

Allora ci piace far conoscere cosa accade in Gran Bretagna.

Nonostante la sanità pubblica sia in grave difficoltà e ben al di sotto del livello qualitativo di quella italiana, nelle case di riposo si è già andati oltre alla tecnologia delle telecamere. Sono state installate tante webcam (telecamere digitali), che trasmettono le immagini su pc o su smartphone. Così non solo si hanno immagini a circuito chiuso per la salvaguardia degli ambienti e delle persone, ma i familiari dei pazienti si possono collegare in ogni momento e possono vedere i loro familiari e la situazione nei luoghi di ricovero.

Non sarà risolutiva, ma tale iniziativa crea delle pareti di vetro ed apre a tutta la comunità un ambiente, all’interno del quale, ad un operatore, non deve essere permesso di fare tutto ciò che crede.

La privacy non può impedire l’accesso o rallentare lo sviluppo.

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