Cdp sta per contante di pochi ?

Sapete cosa è il la Cdp ?  La sigla di un partito ? Una nuova tassa? Un nuovo prodotto per la pulizia della casa ?

Niente di tutto questo . La Cdp è l’abbreviazione di  Cassa Depositi e Prestiti , società per azioni con sede a Roma , controllata per il 80% dal Ministero del  esoro e per la restante parte da diverse Fondazioni Bancarie. Nata a Torino  nel 1850 con la funzione di ricevere depositi , oggi gestisce buona parte del risparmio nazionale, soprattutto quello postale . Infatti  il fatturato attuale della Cdp supera i 300 miliardi di euro, 235 dei quali provengono dalla raccolta del risparmio postale.

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La sua identità e  missione come è spiegato anche nel sito , dovrebbe essere quella di … impiegare le  risorse a sostegno della crescita del Paese, anche per mezzo del  Fondo Strategico Italiano , del quale è azionista di riferimento, che opera acquisendo quote di imprese di rilevante interesse nazionale , in equilibrio economico-finanziario e con prospettive significative di redditività e sviluppo .

Da  2003, anno in cui la  Cassa Depositi e Prestiti  viene trasformata in Spa e le fondazioni bancarie entrano nel suo capitale, si ha di fatto un mutamento della  funzione  sociale che  passa da pubblica a  privatistica, cioè avente fine di produrre  dividendi per gli azionisti (Ministero del Tesoro e Fondazioni Bancarie).

Arriviamo ai giorni d’oggi.  Nel nostro paese , con l’aggravarsi della crisi industriale e commerciale, con un sistema bancario che a malapena riesce a respirare, grazie alla “ventilazione” fornita dalla Banca Centrale Europea,  con lo  Stato e gli Enti pubblici  senza il becco di un quattrino da investire,  sapete qual è rimasta l’ultima spiaggia ?  Proprio la Cassa Depositi e Prestiti che viene stiracchiata per la giacca da istituti di credito ed aziende in crisi ( per non dire in certi casi, decotte ) appartenenti soprattutto  a  settori cosi detti  strategici , per le quali la Cdp può rappresentare l’ancora di salvezza. Se ci fate caso , ogni volta che una grande azienda ha dei problemi, c’è sempre qualcuno che nomina la Cassa Depositi e Prestiti.

Ansaldo Energia, Telecom, Alitalia, Istituti di Credito,  le richieste di intervento avanzate alla Cassa Depositi e Prestiti , sono  sempre più  in aumento e dimostrano un  connubio  un po’ nebbioso tra pubblico e privato .

In un mercato privo di fonti finanziarie nel quale si alternano richieste di finanziamenti pubblici a denunce per l’ intromissione statale nel terreno della libera concorrenza , buona parte dei risparmi dei cittadini, per mezzo della Cdp, sono in mano a poche persone,   che possono farne un uso che spesso non rispecchia le volontà e le aspettative degli stessi risparmiatori.

Infatti al di fuori del “palazzo” è crescente la richiesta di destinare le risorse disponibili non più a favore di poche aziende difficilmente risollevabili senza un reale cambiamento strategico, ma  verso un nuovo modello di economia sociale che favorisca per esempio  la tutela idrogeologica del territorio, la sicurezza del patrimonio pubblico, la produzione agricola ed industriale a km. zero,  la riconversione industriale delle aziende ormai fuori mercato, il risparmio energetico e le energie pulite,  la mobilità pulita e sostenibile, le nuove forme di ristrutturazione edilizia rivolte alla riqualificazione degli immobili in disuso ( favorendo nuove attività di tipo artigianali, oppure rivolte al sociale come per esempio agli anziani ).

Pertanto, oltre che essere informati, è necessario sia vigilare che sollecitare le istituzioni, al fine di arrivare ad ottenere una  Cdp più sociale, rivolta ai bisogni comuni, per  un benessere  condiviso.

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