Consumi : dalle cose alle persone

E vero, i consumi sono calati e non di poco. Riduzione delle scorte in dispensa, spesa più controllata, viaggi in auto senza una chiara meta ridotti al minimo per l’alto costo  della benzina, abbigliamento sì alla moda ma si compra meno ( si “gira” il più possibile e si portano all’usura i capi che abbiamo, senza acquistarne in sovrappiù ).  Insomma i prodotti monitorati  che servono  per considerare il livello dei consumi nel nostro paese, senza dubbio,  hanno tutti il segno negativo.

immagine1Però non dobbiamo sottovalutare che bene o male le famiglie il poco che hanno lo spendono ancora. Lasciamo da parte le tasse, che tutti sappiamo quanto pesano sulle finanze di una famiglia, anche se formata da una sola persona. Restiamo sui consumi e sulle spese.

La popolazione italiana sappiamo che ogni anno che passa invecchia molto di più rispetto alla media di altri paesi europei. E’ un’Italia in cui nascono sempre meno bambini e la popolazione aumenta solo grazie agli immigrati. Gli over 65 sono più del 20% della popolazione.

Questo ci fa pensare che forse i consumi sia siano spostati dai beni ai servizi  e che in buona partimmagine2e non siano neppure tracciati.

Cosa vogliamo dire ?  Ad esempio i servizi dedicati alla persona. Badanti , collaboratori domestici, oppure le visite mediche specialistiche private. Tutte attività di servizio in forte espansione nel nostro territorio ( anche a causa dell’invecchiamento generale della popolazione ) , che in molti casi sono ancora sotto traccia, cioè non rilevabili sia a livello statistico che di reddito. Non solo per  badanti e collaboratori, ma anche e soprattutto per medici , infermieri e psicologi.

Ed allora, contrazione dei consumi , per cercare anche di risparmiare qualcosa,  o consumi che si spostano sui servizi alla persona ? Valutiamo gente ….

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