Con i droni il controllo si sposta verso il cielo

Già da alcuni anni l’opinione pubblica  ha scoperto di essere spiata anche se come avviene precisamente non lo sappiamo o non ci interessa poi più di tanto saperlo . Fra satelliti, telefonini , computer, telecamere ,  tutti possiamo essere spiati, ascoltati, intercettati.

I satelliti sono forse la tecnologia più vecchia per osservare qualcuno o qualcosa. Poi sono arrivate altre tecnologie che permettono di mappare chiunque .

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Per esempio chi ha uno  smartphone può essere controllato ed individuato facilmente, ogni mail inviata può essere vagliata da un supercomputer che riesce a catalogare quei pochi campi che compiliamo di solito ( mittente, destinatario, data, luogo, ora ecc. ). Ma a tutto questo,  in genere,  nella vita di tutti i giorni , come dicevo,  non pensiamo, altrimenti dovremmo isolarci dal mondo .Semmai stiamo parecchio attenti a chi ci  è davanti, di fianco , a limite dietro, se ce ne accorgiamo. Ma oltre non andiamo.

Invece da oggi sarà forse il caso di cominciare a scrutare anche in alto, verso il cielo. Perché il mondo potrebbe , nel breve, essere invaso da piccole macchine volanti: i droni. I droni, o meglio aeromobile a pilotaggio remoto (APR), sono velivoli tecnologicamente avanzati senza pilota umano a bordo,  con  volo controllato. Il controllo avviene  in remoto ( anche a  notevole distanza ) per quelli non di uso comune, altrimenti per i più elementari con il telecomando da terra.

I primi droni li abbiamo visti  usare dagli americani con caratteristiche tali da poter arrivare anche ad un’apertura alare di 35 metri, capaci di volare senza pilota a bordo, a 20 mila metri d’altezza,  riprendere dettagli del terreno con precisione millimetrica oppure portare un carico di bombe, da sganciare sul bersaglio prefissato.

Dal drone per uso militare  o industriale a quelli di uso comune il passo è breve. Così oggi  possiamo tutti acquistarne uno con prezzi che possono oscillare da poche centinaia di  Euro  a svariate migliaia di Euro.

Per farne cosa ? Visto che consentono di monitorare,  fotografare o filmare oggetti e persone a lunghissima distanza, le  possibilità di utilizzo diventano infinite e spesso anche inimmaginabili.

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Per esempio in Belgio in un istituto scolastico è partito un progetto pilota con droni che si sollevano in classe per tener d’occhio i ragazzi,  soprattutto durante le verifiche. Oppure  si è saputo che  la rivista di gossip on line “In Touch Weekly” ha usato un drone per spiare le nozze di Clooney ed individuare la posizione degli ospiti famosi a Venezia.  Ancora il drone in azione lo abbiamo trovato stavolta per fini di protezione civile. Durante  il recente terremoto nel centro Italia, fu inviato radiocomandato sulla chiesa di San Felice sul Panaro per un primo sopralluogo . All’interno venne scoperto il parroco della chiesa che, riparato,  attendeva la protezione civile per mettere in salvo alcune delle opere d’arte presenti nell’edificio, tra cui un crocifisso ligneo. Per non parlare poi del controllo a distanza dello stato dei campi nell’agricoltura , del  controllo degli incendi oppure per la sorveglianza di ogni tipo di area o fabbricato sensibile. In questi ultimi giorni è stato pure presentato sulle spiagge della Versilia un progetto per l’uso di droni a sostegno dei bagnini, non solo per  il monitoraggio del mare ma eventualmente anche per il lancio di un salvagente in caso di necessità.

Così i droni rappresentano senza dubbio  una nuova opportunità industriale e commerciale, ma potrebbero palesare anche un problema per la privacy dei cittadini o di quanti non desiderano render pubblici i propri comportamenti.

Tanto per fare un esempio , ma potrebbero essere centinaia,  alcune famose società di calcio hanno ingaggiato, oltre ai soliti campioni sul terreno, anche specialisti del controllo del cielo, per evitare sorvoli indesiderati durante gli allenamenti di tattica.

Droni : spionaggio e controspionaggio. Un nuovo mestiere si affaccia sul mercato ?

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