Chi scriverà libri ?

Per scrivere un libro da domani quasi quasi non servirà più il talento ma principalmente una sporta di dati statistici che tracciano il lettore ( cosa,  come e perché legge )

Dagli USA è partita la tendenza a capovolgere i ruoli. L’ispirazione dello scrittore deve pazientare un attimo, va pesata ed eventualmente adeguata ai numeri che alcuni editori e soprattutto le  start up specializzate ricevono, rielaborano e poi rivendono sotto forma di informazioni di mercato.

Prendiamo il caso di tre società per l’appunto americane presente sul web: ScribdEntitle Oyster. In possesso di un enorme catalogo di eBooks, ne offrono l’accesso illimitato a chi è disponibile a versare circa 10 dollari al mese, ma soprattutto a chi  fornisce informazioni sulle sue abitudini letterarie, compreso vizi e virtù che il lettore vorrà attestare . Si cerca di analizzare, per esempio,  il tipo di prodotto ( romanzo, saggio, racconto ecc. ), il  tipo di paragrafo ( grande, piccolo ecc.  ), come pure le difficoltà nella lettura ( pagine saltate, libri non terminati, libri abbandonati all’inizio, ecc.) ed il luogo per completarla ( treno, sala di attesa, ecc. ),

La raccolta delle informazioni e l’analisi delle stesse  è ancora agli inizi, per cui manca di esperienza e soprattutto di ritorni. Quello che è certo è che il marketing di vendita nell’editoria sta cambiando.

Ma non ancora per tutti, visto che alcuni editori ed autori  si stanno rifiutando di vincolarsi a delle informazioni che alla fine obbligano l’editore e l’autore ad un compromesso, annullando di fatto la sorpresa. Oltre a braccare il povero lettore, che non potrà essere più libero neppure delle proprie abitudini o manie .

 

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