Chi ne fa le veci?

Non vorrei offendere nessuno, ma a me, ogni volta che sento dire o che leggo notizie riguardanti la questione “genitore 1 – genitore 2” al posto di “padre – madre”, mi viene alla mente il tormentone scherzoso “Volante uno Volante due”.  Le voci erano quelle di due poliziotti che per un contatto “entravano” in onda durante la lettura del regolamento, nella trasmissione televisiva di successo “Indietro tutta!” condotta da Renzo Arbore e Nino Frassica, andata in onda in seconda serata su Rai Due, dal dicembre 1987 al marzo 1988.

Bene o male anche nell’attualità, come nel caso del programma satirico, si parla di “regolamenti”, visto che nell’estate scorsa il Ministro dell’Interno Salvini, con un decreto, aveva fatto ripristinare sulla modulistica del Ministero, per i documenti di identità, “padre – madre” al posto di “genitore 1 – genitore 2”. Tale intervento ministeriale è stato di recente bocciato dal Garante della Privacy con la giustificazione che … si potrebbero avere dichiarazioni genitoriali non corrispondenti alla realtà…

Infatti oggi le famiglie “allargate” sono in crescita, come pure aumentano le adozioni ed i figli cresciuti con coppie omosessuali.

Ma non per questo crediamo che la scelta della dicitura “genitore 1 – genitore 2”, possa dare un contributo significativo al miglioramento della vita di quelle famiglie in cui non ci sono i genitori naturali dei figli.

Ma altresì cancellare la definizione di padre e madre ha una valenza simbolica molto alta, è quasi come andare contro il buonsenso e contro natura. E’ come andare contro la gente comune, il popolo; è come dimenticare l’esperienza di vita di ognuno, la storia, la tradizione da cui si viene, la civiltà da cui si proviene, ed il modo stesso di vivere e di pensare. Con l’utilizzo di “genitore 1 – genitore 2 “, sembra quasi di doversi arroccare dietro ad una neutralità che nella vita non esiste.

Siamo partiti con il riconoscimento di diritti di minoranze, giustamente, ma non per questo per non offendere e non ferire la sensibilità di altri, ci sembra giusto arrivare ad un capovolgimento della prospettiva.

E’ giusto ripensare, integrare, ma cancellare la definizione di padre e madre ci sembra davvero troppo.

E poi l’antica terminologia … o di chi ne fa le veci …ci sembra più attuale che mai.

Ed allora basterebbe forse poco per accontentare un po’ tutti, utilizzando la dicitura … il padre, la madre, o chi ne fa le veci

Stefano Bortoli

 

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