Cercasi top manager disperatamente

La chiave, ogni volta, non è quella giusta.

Dal 1996, la politica ed i governi di turno, si alternano per far trovare a qualche gruppo di volenterosi la chiave giusta per rimettere in sesto e far andare con le proprie “ali” l’Alitalia; ma fino ad oggi nessuno ci è riuscito.

E’ una continua ricerca di soggetti privati o di aziende disposte ad entrare nel capitale della società.

Nel corso degli anni, dal 1996 ad oggi, tante società con presunti manager si sono succeduti ai vertici dell’azienda italiana di trasporto aereo, ma i risultati sono stati e sono ancora oggi negativi. Siamo ben lontani dal pareggio di bilancio nonostante che ci sia stata, aiutata anche dallo Stato, una grande pulizia di bilancio e ottomila dipendenti in meno. Aiuti di Stato che poi si sono scontrati con altre politiche pubbliche che hanno indirettamente danneggiato la compagnia. Ma su questo è meglio soprassedere, per non annoiare troppo.

Ed oggi anche con il governo Lega- M5S ci risiamo, sempre la stessa musica. Tutti alla ricerca di investitori istituzionali o privati che possano tenere in piedi la compagnia di bandiera italiana che, pur non arrivando a capire appieno le motivazioni, va mantenuta in piedi.

Ma Alitalia resta sempre troppo piccola e troppo grande allo stesso tempo, non ha peso sul mercato internazionale, ma anche sul mercato nazionale e quello Ue subisce la concorrenza delle low cost.

Ed allora, da dove ripartire per un nuovo tentativo? A chi dare la chiave giusta per entrare nella compagnia a sistemare le cose?

Ad un top manager, italiano o straniero che sia, che prima di ogni altro cosa, deve essere individuato, deve avere la fiducia illimitata delle istituzioni e dei potenziali soci, a cui va lasciato campo libero, per il risanamento ed il successivo rilancio di Alitalia. Questa è la vera ricerca affannosa che va fatta, prima di ogni altra azione! Individuare un vero top manager disposto a scommettere sull’impresa di rilancio di Alitalia, e farsi convincere dalle sue strategie di azione.

Nel loro piccolo, avete visto come si sono trasformati i musei italiani con i nuovi manager (di cui buona parte stranieri)?

Un valido piano commerciale/produttivo per risanate le casse e mantenerle solide; competere in un mercato fortemente competitivo, con volumi in grado di generare le giuste economie di scala; dimezzare i livelli gerarchici, poche regole e poca burocrazia… Dalla realizzazione di questi importanti punti è iniziato il rilancio e l’internazionalizzazione della Fiat, grazie a Marchionne, top manager indimenticato.

Ed allora, per Alitalia, prima di tutto, va ricercato, in giro per il mondo, un vero, non presunto, top manager, disposto a scommettere tutto sul rilancio della compagnia, a cui va lasciata carta bianca in tutto ( e questo è un avvertimento importante per il nostro mondo politico!)

Dopo viene il resto, altrimenti non ci potrà essere soluzione.

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