Amalgamare l’attività fisica tra il lavoro, il tempo libero e gli impegni familiari

Correre o muoversi a passo svelto con regolarità e buon senso,  migliora sia il fisico che la psiche. Ormai lo sanno anche i muri, è inutile dilungarsi ancora sugli effetti benefici di ciò. Andare in bicicletta idem, fa ugualmente bene , mantiene in forma e giova alla salute. Insomma l’attività fisica oggi è consigliata perché contribuisce a migliorare la qualità della vita e l’ambiente che ci circonda.immagine

Corsa e bici sono sempre più inflazionate, rappresentano la prevalenza numerica dello sport e del  passatempo dal popolo italiano non più giovanissimo. Così in giro vediamo colori sgargianti, sia nelle strade che nei percorsi di campagna del nostro bel paese, con persone che  accuratamente si perfezionano sull’abbigliamento sportivo da scegliere ed indossare per le prestazioni della giornata.

Insomma,  la passione e l’interesse per la corsa e la bici ci sono e ci tengono allenati,  ma forse è il nostro cervello che non è poi del tutto allenato. Pare ingessato,  a compartimenti stagni. Così l’attività fisica viene vissuta solo nei momenti di tempo libero e raramente si frutta l’allenamento e la predisposizione mentale conseguita per applicarla anche al lavoro o agli impegni familiari.  Contrariamente a quanto succede in altre nazioni.

immagine 1Da noi, per fare un esempio pratico, l’entrata o  l’uscita di una scuola può creare il caos più totale. I genitori vogliono arrivare con l’auto davanti al cancello per far scendere o salire i propri figli.  Spesso si formano ingorghi nelle strade adiacenti , ma nessuno vuole rinunciare a prendere l’auto ed a portare il ragazzo il più vicino possibile all’ingresso della scuola.  Oppure, altro esempio,  tornare a casa dopo il lavoro sta diventando una vera e propria impresa. Traffico caotico ovunque, sempre nello stesso arco di tempo, quando si potrebbe ovviare a ciò con l’uso più cosciente di altri mezzi. Molti lavorano a pochi chilometri da casa, ma organizzare gli spostamenti senza l’auto non è proprio immaginabile.

Lo statistiche dicono che oltre il 30% del traffico è limitato a spostamenti nel raggio di 3 km, quando è provato che entro i 5 km il mezzo più rapido è la bici.

E’ vero che da noi c’è bisogno di esempi di città ciclabili e pedonabili, ma in ognuno di noi c’è bisogno anche di un cambiamento di mentalità.

Certo i ritardi che ci tengono a distanza dai paesi del Nord Europa sono ancora  innegimmagine2abili. C’è da rimanere stupiti nel sentire la notizia che in Norvegia stanno progettando autostrade per biciclette. Oslo investirà nei prossimi anni  un miliardo di euro  per costruire piste ciclabili a due corsie che collegheranno i centri di nove città con i paesi della periferia per offrire  sicurezza  e rapidità nei movimenti per recarsi a lavorare sulle due ruote .

A noi basterebbe almeno riuscire ad  amalgamare l’attività fisica tra il lavoro, il tempo libero e gli impegni familiari…

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