Ad ognuno la sua acqua

Non ci crederete, ma uno dei momenti della settimana che apprezzo di più è quando mi reco alle fonti o sorgenti di  acqua potabile , per riempire i bottiglioni di vetro, acqua che poi verrà travasata nella caraffa e finirà sulla tavola da pranzo. Fortunatamente nella provincia dove abito le fonti e le sorgenti sono molte e le acque che vi sgorgano  presentano caratteristiche chimiche, fisiche e microbiologiche  differenti  una dall’altra. La soddisfazione di attingere acqua di sorgente è molteplice . Innanzitutto vedo da dove proviene,  è gratis, per il suo imbottigliamento si riciclano le stesse damigiane e bottiglie di plastica o di vetro e non si producono nuovi rifiuti , l’acqua di sorgente in genere è di ottima qualità e si adatta perfettamente all’utilizzo come acqua da bere, appena imbottigliata è fresca e la freschezza dura più a lungo rispetto ad altre acque di diversa provenienza. E poi,  aspettare il proprio turno facendo due chiacchere con persone non conosciute, anch’esse in attesa,  ti fa piacere. Soprattutto perché si incontrano anziani che raccontano storie di vita passata, con semplicità ed allegria. Raramente capita di ritrovarsi con persone  serie, scontrose, che non salutano. Le fonti e sorgenti di acqua sono uno dei pochi  luoghi naturali ancora intatti, dove l’atmosfera , anche se vissuta per pochi attimi, trasmette quel qualcosa che ti fa  ripartire più sereno .

Questa introduzione per ricordare che l’Italia è ancora leader mondiale  nella produzione e nel consumo di acqua confezionata. Si stimano circa  190 litri per abitante per anno che a cascata portano ad una produzione di 6 miliardi di bottiglie di plastica da 1,5 litri, pari a circa 540 milioni di litri di petrolio, con un impatto nelle emissioni in atmosfera pari a circa 1,2 milioni di tonnellate di CO2 per la sola produzione di bottiglie. Poi abbiamo la fase del trasporto che anch’essa influisce non poco sulla qualità dell’aria,  ed infine dobbiamo considerare anche la fase dello smaltimento e del riciclo delle stesse bottiglie. 

E’ chiaro che con la produzione ed il consumo di acqua confezionata ci sono anche dei lati positivi, come quello  economico per la presenza di industrie che con tutto il proprio indotto,  genera occupazione. Ma non solo.

Infatti come ulteriore livello di valorizzazione della gastronomia, in alcuni  ristoranti di una certa qualità,  possiamo trovare pure  la “carta delle acque minerali” che va ad aggiungersi a quella delle vivande e dei vini.  Si tratta di un fenomeno prettamente italiano, che va di pari passo con la nascita di una nuova figura professionale : l’idrosommelier, ovvero l’assaggiatore ed il degustatore di acque, in grado di riconoscerne le caratteristiche,  in modo tale da abbinarle a cibi differenti. Tanto per capire, per degustare un bicchiere di acqua, pare sia fondamentale servire le acque frizzanti a 10 gradi , mentre quelle naturali a 12 . 

Comunque vada, mettetevi bene in testa una cosa : mai un bicchiere di acqua è uguale ad un altro bicchiere di acqua .

Ed allora ad ognuno la sua acqua. Per me rimane sempre quella della fonte !

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2 Responses to Ad ognuno la sua acqua

  1. Pierangela Benedetti dice:

    Sono pienamente d’accordo. L’ acqua che io bevo la vado a prendere alla sorgente di Vorno. Ed in caso di necessità renali a quella di San Giusto di Compito. I monti Pisani dal lato lucchese offrono sorgenti che accontentano tutti. Andarci è un vero piacere perchè fa bene all’anima e al corpo.

  2. Pingback: acquaFUGA DAL BENESSERE|Il benessere per tutti

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