Acqua alla spina

Con  l’articolo “Ad ognuno la sua acqua”  avevamo già fatto una disamina del bene primario per eccellenza, il così detto oro blu . Sorgenti /fonti  opposte ad acqua confezionata da acquistare  quasi ovunque. Il confronto però non aveva tenuto in dovuta considerazione il terzo incomodo e cioè l’acqua alla spina.

Distributori automatici , denominati  anche Case dell’Acqua, sparsi per il territorio di Comuni o Regioni che intendono diffondere la cultura di un’acqua a km zero, stanno nascendo  un po’ ovunque, attirando sempre più persone.

L ’acqua offerta dalle  Case dell’Acqua, anche se prelevata direttamente dall’acquedotto , viene inizialmente filtrata per eliminare il sapore del cloro. Poi viene refrigerata e resa disponibile nelle varianti naturali o gassata. Trattamenti periodici all’interno dell’impianto offrono la massima garanzia di salubrità e sicurezza.

Ed il cittadino cosa ci guadagna ? Da Comune a Comune l’acqua può essere prelevata gratuitamente fino ad un limite di litri ( circa 6 litri ) oppure può avere un costo di pochi centesimi che  teoricamente dovrebbero  coprire  gli interventi di trattamento ( ultravioletti,  gasata e raffreddamento  ). Oltre al risparmio economico , il cittadino  entra in un’ottica di utilizzo esclusivo dell’acqua  per usi umani  e nel contempo  è consapevoli di aver migliorato l’ambiente non generando ulteriori   rifiuti di plastica, dato che  alle Case dell’Acqua è necessario ricaricare le proprie bottiglie  .

In Friuli Venezia Giulia la Regione ha coperto tutto il territorio installando 79 distributori automatici, con grande successo. Infatti i numeri resi pubblici a consuntivo per l’anno 2013,  parlano di 20 milioni di litri erogati , con una riduzione di rifiuti in plastica di 540 tonnellate,  come pure è stato calcolato un abbattimento di anidride carbonica per effetto di una riduzione dei trasporti collegati alla consegna ed al ritiro delle bottiglie di acqua  di circa 3.500 tonnellate.

In certe zone però, il vero problema che viene riscontrato è quello delle eccessive file per il riempimento, visto che i distributori non sono ancora così diffusi mentre i cittadini cominciano ad  apprezzarne l’iniziativa.

Con la speranza che oltre al Friuli Venezia Giulia anche le altre Regioni possano attuare  un programma di diffusione sul territorio delle Case dell’Acqua, il consiglio ultimo è quello, dopo aver riempito acqua alla spina, di  conservare le bottiglie in frigorifero o in luogo fresco e comunque al riparo dalla luce e di consumarle entro qualche giorno.

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Un commento a Acqua alla spina

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