A quando una “vera” revisione della spesa ?

Spending review, risparmi di spesa, tagli ; tutti i giorni i nostri governanti ne parlano, cercando di mettere in pratica le buone intenzioni anche per mezzo dei commissari straordinari,  che però si susseguono troppo velocemente.

A proposito di spending review , vorrei raccontare una esperienza lavorativa vissuta direttamente che ci fa capire quanta strada ci sia ancora da fare  per arrivare ad avere un reale risparmio ed una maggiore efficienza.  Chi racconta è il responsabile amministrativo e finanziario di una azienda con sede nel centro-nord Italia,  industria appartenente ad un settore in grossa difficoltà.

L’azienda in questione aveva richiesto nell’aprile 2013 la CIGS ( cassa integrazione straordinaria )   per crisi aziendale fino al dicembre 2013 per gli operai dislocati nei due stabilimenti produttivi,  che sono in due province adiacenti della medesima regione.

Appena fatta la richiesta nell’aprile 2013,  la società ricevette la visita ispettiva della Direzione Territoriale del lavoro di una delle due province, a cui furono illustrate le motivazioni e venne consegnata tutta la documentazione pretesa ( bilanci, libro unico del lavoro, piano degli esuberi , distinta nominativi, misure per il rilancio dell’attività, indici di liquidità ecc ).

Finalmente nel mese di novembre 2013 il Ministero ha autorizzato la CIGS, invitando le due sedi Inps delle due province competenti a svolgere le pratiche necessarie alla liquidazione delle spettanze agli operai.

Fin qui niente di strano. Invece la cosa che mi ha veramente fatto riflettere è questa.

Venerdì sei dicembre 2013 l’azienda ha ricevuto, senza preavviso , anche la visita ispettiva da parte della Direzione Territoriale del lavoro dell’altra provincia . I due funzionari sono arrivati alle ore 12,10 in azienda, visto che non riuscivano a trovarla ( lo stabilimento è in una zona agricola e collinare ), solo per predisporre un verbalino di una pagina nella quale venivano sostanzialmente richiesti, sempre in riferimento alla domanda di CIGS per crisi aziendale,  gli stessi documenti già prodotti in aprile per il medesimo ente ma dell’altra provincia. Ho provato a chiedere spiegazioni, visto che la CIGS era ormai stata approvata dal Ministero e si trattava di consegnare documenti già prodotti,  ma la risposta è stata che non avendo avuto diverse istruzioni dal Ministero, dovevano svolgere la verifica come da prassi.

Nell’attesa che terminassero il verbale, ho pensato ed ho fatto due conti . Questi funzionari pubblici non solo hanno impiegato una mattinata di tempo per raggiungere lo stabilimento di una azienda che non riuscivano a trovare,  ma hanno pure sostenuto spese vive per il viaggio ( benzina ecc. );  tutto questo solo  per predisporre un una paginetta di testo con la quale venivano elencati i documenti da produrre ( peraltro già in possesso dell’altra Direzione Territoriale del lavoro ),  anche a mezzo e-mail,  nella settimana successiva.

Insomma, tutto questo spreco  per una semplice richiesta che, se proprio necessaria, poteva  essere predisposta da una sola persona, in pochi minuti, comodamente seduta alla propria scrivania, per poi essere consegnare all’ azienda con un semplice fax,  una e-mail , una pec .

Alla fine della verifica, alle ore 13,00 ho accompagnato i due funzionari all’uscita; erano tranquilli e contenti di aver concluso la giornata ( visto che era venerdì ed il fine settimana stava arrivando )  ed il loro compitino; io invece sono stato pervaso da una senso di inadeguatezza e di  tristezza non facilmente descrivibile ! 

Pubblicato in Economia -Lavoro e con Tag , , , . Usa il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

quattro × cinque =