1 – La storia siamo noi – Dalla nascita alla fine della prima guerra mondiale

In occasione delle celebrazioni per il 100/o anniversario del grande conflitto mondiale, anch’io nel mio piccolo vorrei ,  prendendo spunto da questa ricorrenza, raccontare la mia storia. Prima però, per rimanere in tema di celebrazioni, voglio  pubblicare la poesia che scrissi nell’allora  52° anniversario dell guerra 1915-1918.

POESIA ANNIVERSARIO 1 POESIA ANNIVERSARIO 2

Riprendiamo il racconto dalla mia storia, storia di vita, di una lunga vita,  di un italiano come tanti altri,  che ha forse avuto il pregio di conservare atti e documenti di un tempo, come pure ha ritenuto importante scrivere appunti e poesie,  raccontando frammenti di vita quotidiana. Proprio da tali testimonianze documentali , che permettono di ripercorrere le principali tappe della mia vita, grazie all’ attenta custodia dei tre figli ed all’ intraprendenza di un nipote, da oggi voglio iniziare questo percorso, rendendo pubblici documenti che rappresentano la nostra storia, al fine di partecipare all’ opera di conservazione della memoria, di analisi e di riflessione, principi ispiratori di un progetto, quello italiano, che vuole anche costituire un “Museo diffuso”, della storia e dell’identità nazionale. Innanzitutto mi presento.

Mi chiamo Angelo Bonuccelli, sono nato a Capezzano Pianore di Camaiore, il 28/11/1892,  paese rurale dell’entroterra versiliese. A Capezzano Pianore sono vissuto assieme alla famiglia di tipo patriarcale o allargata, dove la nonna Carolina, membro più anziano assieme al nonno Giovanni,  svolgeva un ruolo di assoluta preminenza: a lei spettava il governo complessivo della famiglia e un’autorità assoluta nei confronti dei suoi membri. Mio padre Ascanio era un  importante commerciante di legname mentre mia madre Agata accudiva me ed i tre fratelli, due maschi e una sorellina, quest’ultima  morta prematuramente, all’ età di 4 anni. Finita  la scuola primaria, la mia unica intenzione era quella di proseguire negli studi. Con il consenso di mio  padre fui introdotto nel convento  di frati di Massa, dove ho vissuto per alcuni anni al fine di continuare il percorso scolastico, valutando pure le condizioni per una eventuale vocazione spirituale; vocazione che non fu perseguita dato che le regole di vita severe e punitive del luogo non potevano da me essere accettate, anche perché le ritenevo molto lontane dalla dottrina cattolica raccontata nei Vangeli. Nella foto  che segue, scattata in convento ,  sono il secondo da sinistra. In Convento Ma gli studi vengono bruscamente interrotti dal momento in cui, precisamente il  23 maggio 1915, l’Italia entra in guerra contro l’Austria e l’Ungheria, accanto a Francia, Gran Bretagna e Russia. Infatti vengo subito reclutato Soldato foto1 ed inviato al fronte, nel 139° reggimento fanteria. Tre anni sui monti : il Carso nella parte più orientale del Friuli Venezia Giulia, la Val Rimbianco in Cadore, il Monte Asolone in Provincia di Vicenza,  dal 1915 al 1918, tra il freddo e la guerra, situazioni che mettevano a dura prova la resistenza fisica di ognuno . Così  nei lunghi momenti di attesa  in trincea, decisi di scrivere alcuni versi, che di seguito vi ripropongo. Poesia Poesia pagina 2 poesia pagina 3 poesia pagina 4

corone austria La guerra andava avanti, in zone impervie, tra freddo e neve,   tra avanzamenti e ritirate. Da ricordare è senza dubbio la battaglia di Caporetto, o dodicesima battaglia dell’Isonzo, a cui ho preso parte contro le forze austro-ungariche e tedesche. Lo scontro cominciò il 24 ottobre 1917, e rappresentò la più grave disfatta nella storia dell’esercito italiano. Infatti gli austro-ungarici con l’aiuto di reparti tedeschi, sfondarono le nostre linee, facendo rifugiare le truppe italiane fino al fiume Piave. Nei momenti concitati del ritiro, tra le cose che si lasciava per strada e quelle che si cercava di portare dietro, casualmente trovai della valuta, precisamente tre biglietti da mille di corone austriache ( emessa dalla banca centrale austriaca nel 1902 ) , che ancor oggi conservo, come cimelio di guerra e che vi mostro .

 

 

 

 

 

La situazione peggiore che ho vissuto durante la prima guerra mondiale si è verificata  il 14 gennaio 1918. Siamo sul Monte Asolone. Gli ordini erano di attaccare, doveva essere conquistata una posizione nemica. L’azione era rischiosa, il nemico ben armato e nascosto tra i monti innevati non era facilmente individuabile e raggiungibile. Una prima ondata di soldati doveva cercare di attaccare. Io mi feci avanti, volontario, dato che, pensai,  non avevo, come molti altri,  moglie e figli che mi aspettavano a casa . Come recita l’onoreficienza che poi in seguito mi fu assegnata ( medaglia d’argento al valore militare ) …all’aspirante ufficiale 139° reggimento fanteria, comandante di una sezione mitragliatrici, sempre pronto nei più rischiosi cimenti, si slanciava coraggiosamente per due volte insieme alla prima ondata, all’attacco di una ben nutrita posizione nemica. Benché ferito, rimaneva sul posto contribuendo efficacemente a contenere l’impeto avversario… Fui ferito di fatti alla testa,  dai colpi di una mitragliatrice nemica. Rimasi in vita grazie all’elmetto che indossavo .La cicatrice in fronte mi ha accompagnato per tutta la vita, come segno distintivo di una guerra vissuta senza sconti.

Dal momento del ferimento, cominciarono le procedure per il  mio rientro dal fronte, dopo aver trascorso trenta lunghi mesi,  di sofferenza fisica e psicologica,  per il freddo, la fatica, le paure della guerra e per le immagini di morte e ferimenti,  che resteranno indelebili per tutta la vita.

Prima fui portato nell’ospedale militare di Crema. Ecco l’unica foto ricordo  ( sono il terzo da destra ).

ospedale di crema

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal 15  febbraio 1918 fui assegnato al Comando Reparto Mitraglieri “Fiat” di Brescia . Eccone la prova. Reparto Mitraglieri Brescia

Certamente al Comando Reparto Mitraglieri di Brescia mi stavo riprendendo. La ferita alla testa  si stava rimarginando e la salute fisica tendeva a migliorare, anche se il grande freddo patito tra le trincee di montagna, cartolina 1mi stava causando problemi respiratori mai accusati in precedenza. Nel tempo libero avevo ripreso i miei studi che portavo avanti con concentrazione e ritmo, dato che dovevo recuperare la lunga interruzione dovuta alla guerra. Si ricominciava anche a sorridere. Una delle occasioni fu nel momento in cui mi fu recapitata, nel novembre 1918, proprio al Comando, la cartolina di saluti di  un Tenente, compagno di trincea, che ho sempre custodito gelosamente e che oggi Vi voglio far vedere. Cartolina che, sotto sotto, voleva festeggiare la fine della guerra.   cartolina 2

Nel frattempo, precisamente il 24 agosto 1919,  mi fu consegnata anche la tessera di riconoscimento del Regio Esercizio Italiano , che nel corso degli anni poi ha visto aggiungersi, tra le “variazioni”,  la  promozione a Tenente e successivamente ( dal 1935 ) , per anzianità,  a Capitano.

tesser di riconoscimento 1     tessera di riconoscimento 2   Ma il sorriso più sincero si manifestò in me, a Pisa il  2 settembre 1919, quando mi fu consegnato il ” foglio di licenza temporanea e successiva ricollocazione in congedo ” a far data dal giorno seguente, 3 settembre 1919. Da quel giorno aveva davvero  inizio una nuova vita.

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