Il voto/non voto e quel 40% ormai sempre appresso

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale la legge elettorale italiana, oggi come oggi, vede alla Camera un proporzionale con premio di maggioranza alla lista che raggiunge il 40% dei voti. Se nessuno arriva a quella soglia, il sistema funziona come un proporzionale puro, con sbarramento al 3%, mentre al Senato resta un sistema proporzionale con sbarramento. Al Senato le coalizioni tra liste diverse, a differenza della Camera, sono ancora ammesse e incidono sulle soglie per entrare in Parlamento. Ed allora tra le tante altre cose che i partiti stanno discutendo sulla legge elettorale, c’è anche la proposta di estendere al Senato la soglia del 40% per ottenere il premio di maggioranza previsto per la Camera. Cose troppe tecniche, forse è bene andare oltre.

Però è facile vedere che questo “40%” lo ritroviamo un po’ ovunque. Purtroppo la stessa percentuale, ormai quasi uno “zoccolo duro”, la ritroviamo anche in quelli che … non vanno a votare…

Sarà una coincidenza, ma il 40% ci lega sia al modello di voto che a quello del non voto ( sperando di non andare ancora molto oltre tale percentuale). Lo abbiamo visto anche nelle recenti votazioni amministrative, che si apprestano, con domenica prossima, a vivere il ballottaggio dei Sindaci.

Si discute animatamente, senza arrivare a conclusioni, sul premio di maggioranza e sulla sua soglia, il 40%, difficilmente raggiungibile per tutti, quando poi nelle ultime tornate elettorali i non votanti sono sempre in crescita. Ed allora parafrasando: a cosa serve una nuova legge elettorale se a votare non va più nessuno?

Non ci resta che riproporre la parte iniziale del monologo di Giorgio Gaber, su il voto, che ci può far riflettere:

Secondo me, se va avanti così, va a finire che a votare non ci va più nessuno. No, dico, è una cosa grave. Grave per chi? Per la gente, no. Per i Partiti, nemmeno, tanto rimane tutto uguale. Lo Stato è lì, bello solido. E allora perché è grave? Ma se in America, che sono sempre più avanti di noi, non va a votare quasi nessuno. Che democrazia, eh! Stiamo diventando americani anche in questo.

E pensare che nel dopoguerra si picchiavano per andare a votare. Si picchiavano nelle strade, gran passione, nelle piazze, scontri, comizi, bianchi, neri, repubblicani, monarchici, destra, sinistra, tutti alle urne, anche le donne finalmente. Il suffragio universale.

Adesso, quella domenica lì, quelli di sinistra vanno a Riccione, quelli di destra vanno in Sardegna… il naufragio universale…

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