Vorrei toccar con mano i meriti di una ripresa, anzi ripresina

Ci sono i dati in crescita della produzione industriale che indicano per l’appunto che la ripresa è partita, su questo gli economisti sembra concordino.

Gli ultimi governi ed i partiti al governo si fanno merito di ciò, mentre i partiti all’opposizione la stroncano e spostano l’attenzione su tanti altri problemi irrisolti (debito pubblico, tagli alla sanità, alla spesa per investimenti e agli enti locali)

Quindi sarà meglio ribattezzarla “ripresina”, per non far torto a nessuno.

La crescita del PIL la cui paternità è difficile da ritrovare, dà un po’ di fiato, che serve soprattutto per far respirare lo scenario politico.

Per il resto siamo in affanno.

Chi ascolta la pancia e cerca di valutare e risolvere i problemi reali della gente? I nostri politici conoscono davvero le problematiche del paese? In quanti si degnano di ascoltare il popolo? A volte basterebbe poco per farsi un’idea, anche soltanto nei 40 minuti radiofonici (dalle 8 alle 8,40 di ogni mattina, 365 giorni l’anno) della trasmissione Prima Pagina, dedicata all’intervento degli ascoltatori.

Quello che fa più paura e che troviamo davanti ai nostri occhi è soprattutto il crescente degrado morale ed degrado dei luoghi in cui viviamo, soprattutto le periferie.

Ma non solo, l’assuefazione di tutti a tale situazione.

La disoccupazione ancora alta, la precarizzazione e la bassa remunerazione del lavoro, sia giovanile che dei meno giovani che debbono ricollocarsi, l’aumento delle diseguaglianze sociali, la debolezza dei nostri enti locali, causata sia dall’eccesso di burocrazia che dalla mancanza di soldi, hanno avviato un meccanismo che sta evidenziando un degrado generale.

Degrado dei luoghi, spesso abbandonati a se stessi, che se non curati e non vissuti attivamente, da parte di tutti (istituzioni pubbliche, residenti, turisti), porta ad un degrado morale attraverso lo spaccio, la criminalità, la violenza, il bullismo, l’assunzione di alcool e droghe.

Vorrei allora toccar con mano i meriti di una ripresa, anzi ripresina, che ci dice che l’economica italiana sta tornando in forma, nonostante i persistenti difetti strutturali (debito pubblico, giustizia lenta, università sotto finanziata ecc.), partendo dai luoghi a noi più vicini, cioè dalle nostre periferie, che debbono essere rigenerate!

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