Vita breve per il marketing politico

E’ notizia da confermare,  ma pare che in Francia ad ogni investimento pubblico rilevante,  in una determinata zona,  debba contemporaneamente compiersi obbligatoriamente, nella stessa zona,  proporzionalmente, anche la spesa per un’adeguata manutenzione ad alcune strutture o infrastrutture di carattere pubblico .

Cioè in parole povere  tu puoi investire in nuovo ma contemporaneamente devi contribuire pure al mantenimento di quanto già esiste. Il concetto è semplice : è inutile costruire una grande opera futuristica se poi tutto attorno è degrado. L’idea anche se non fosse applicata in Francia mi pare molto interessante ed esportabile anche nel nostro paese.

Tale premessa per ritornare ai fatti di casa nostra. In attesa che, prima o poi,  i continui propositi di tutti i governi che si sono succeduti nell’ultimo ventennio,  di importanti investimenti o di manutenzioni straordinarie  si traducano prima o poi in fatti concreti ( solo se davvero utili alla collettività, se eseguiti a regola d’arte e se nei limiti dei capitoli di spesa ), la situazione passata e purtroppo anche quella attuale è condita da molto permissivismo e dalla quasi inesistenza del senso di responsabilità .

A proposito di azioni e di propositi della politica,  oggi vorrei porre l’attenzione su un concetto che trova terreno fertile soprattutto quando si parla di investimenti pubblici. Mi riferisco al  marketing  politico.

ll marketing  in generale  è uno  strumento finalizzato a “confezionare” flussi comunicativi che raggiungano nel miglior modo possibile il diretto interessato, presentando a quest’ultimo, nella maniera ottimale, un’offerta specifica.

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Il marketing politico è una disciplina recente che nasce dal matrimonio tra marketing e scienze politiche.

Sempre più negli ultimo anni  il marketing politico sta influenzando il comportamento di politici, partiti e governi, non solo sul modo di comunicare. Infatti  oltre le attività di comunicazione, relazioni pubbliche e di campagna elettorale,   il marketing politico accompagna  quanti intendono cimentarsi in attività pubbliche di rilievo  anche per  creare il “prodotto” politico da offrire alla massa, per indirizzare il  comportamento dello stesso politico e del partito a cui è collegato, per selezionare  cosa offrire al cittadino , considerando con attenzione se ciò può rispondere ai desideri del cittadino.

Una strategia di marketing  in politica può dirsi davvero  vincente quando  l’organizzazione ha un’offerta attraente che poi  è in grado di mettere in pratica, rendendola disponibile alla collettività per arrivare a soddisfare un bisogno , al giusto prezzo .

Invece spesso i nostri politici usano le tecniche di marketing politico quasi esclusivamente per pubblicizzare la propria immagine, per conquistare consensi. Insomma operazioni  estetiche , di facciata, che alla lunga portano al degrado delle nostre città. Esempi possiamo trovarli in quasi tutte le  nostre città dove spesso la giunta ed il primo cittadino hanno destinato le poche somme disponibili  ed i debiti contratti con il sistema creditizio,   per realizzare opere che a primo impatto sono sembrate belle ed indispensabili, ma alla lunga sono risultate poco fruibili e quasi inutili.  Il tutto a danno di una corretta manutenzione del territorio e di un sostegno sociale che oggi farebbe molto comodo.

Ed allora se un tempo si poteva dire che era tutta una questione di marketing, con i momenti attuali dove urgenti interventi sono realmente  indispensabili su  ogni fronte, sarà il caso non solo di non dirlo più ma forse neppure di pensarlo.

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