Le politiche familiari sono propulsive e non assistenziali

Lasciata scemare la polemica che ha investito per qualche giorno il Fertility Day (campagna promossa dal Ministero della Sanità per la sensibilizzazione sul tema della gravidanza e della fertilità), l’occasione comunque ci serve per rilanciare un argomento molto importante, nel contesto politico/economico/sociale italiano. Può sembrare un paradosso, ma la polemica innescata con il Fertility Day  potrebbe avere effetti positivi, dato che finisce per rappresentare lo strumento per una nuova presa di coscienza ed un eventuale rilancio delle politiche per la famiglia .images (1)

Siamo convinti che creare una famiglia, metter su casa e poi far nascere dei figli, è un volano per lo sviluppo economico di ogni paese.

Nuove famiglie legali o di fatto rappresentano nuove unità abitative da acquistare, da ristrutturare, da arredare. Nuovi nati sono un vantaggio economico per un paese. Nel breve periodo si hanno riflessi sulla cura e sull’educazione, mentre nel lungo periodo i bambini cresciuti  diventano nuovi occupati, consumatori e contribuenti. Così un vero rilancio dell’economia del nostro paese deve passare da politiche adeguate di sostegno alla famiglia ed alle nascite.

Purtroppo da decenni si invocano delle vere politiche familiari, che oggi l’Italia non ha, mentre altri paesi possiedono da tempo.  Francia, Germania, i paesi del Nord Europa, Regno Unito ed ora anche il Portogallo, sono avanti rispetto a noi e questo lo ritroviamo poi anche nell’economia reale. Sarà solo una coincidenza?

Come dicevamo, in Europa, molti paesi considerano la famiglia un importante fattore di sviluppo e di crescita e la sostengono con provvedimenti ed aiuti. Fare classifiche e paragoni con singoli paesi non ci piace, ma elencare i benefici che si trovano in giro per l’Europa in favore delle famiglie e della natalità, quello sì.download

Eccone alcuni, in ordine sparso e senza alcun commento:

  • Riduzione tasse della casa in base al numero dei figli;
  • Quota mensile di contributo per ogni figlio nato anche fino a 20 anni di età, se decide di studiare, 200 euro al mese, con valori crescenti per i figli oltre il primo;
  • Premio alla nascita,  fino ad euro  1.000,00;
  • Fondi per ottenere aiuto per baby sitter e custodia del bimbo;
  • Garanzia dello Stato di far trovare ai bambini sistemazione in asili comunali o privati;
  • Congedi parentali flessibili;
  • Assegni speciali per il lavoro part time;
  • Baby box, cioè scatola piena di vestiti, coperte, calzini, pannolini, che aiuta le famiglie nei primi giorni di vita;
  • Voucher per l’infanzia;
  • Importanti contributi per i figli disabili.

Consulta, Uffici, Dipartimenti. Per la famiglia italiana tanto si è scritto e tanto si è dibattuto, ma molto poco si è fatto. Ribadiamo che per stimolare la crescita economica e demografica di un territorio,  le politiche familiari possono giocare un ruolo primario. Basta però entrare nell’ordine delle idee che le politiche familiari SONO politiche propulsive e NON SONO assistenziali.

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