Valorizzare quanto già si possiede, la ricetta contro una crisi strutturale

Non sarà più come prima. E’ inutile girarci intorno e sperare nel ritorno di tempi passati. La crisi  ha ormai prodotto una lacerazione  che diverrà molto probabilmente strutturale . E’ inutile addossare la colpa a questa o quella situazione; la vera causa della crisi alla fine  è la  globalizzazione.La globalizzazione che comunque non poteva essere fermata, semmai rallentata,  ha prodotto alcune  situazioni positive ma molte altre negative .

La configurazione del mondo sta cambiando e forse il problema  principale che si è creato è quello derivante dal fatto che i nostri stipendi stanno andando  piano piano a livellarsi con quelli applicati in Oriente, ma  con un costo della vita in Occidente, ben diverso . Oltre al fatto che la politica non ha saputo interpretare questa fase storica,  facendola passare soltanto come una crisi alla maniera di altre.

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La crisi attuale non può dirsi ciclica .  Facciamo tre esempi . E’  impensabile che l’industria manifatturiera italiana possa tornare sui livelli  degli anni 70-80 dove le piccole –medie imprese esplosero facendo crescere occupazione,  produttività e profitto.  Come pure risulta arduo ritenere che i servizi ed i contributi concessi allegramente dagli enti locali,  alla collettività  o a pochi intimi,  possano essere replicati . Così come  è un lontano ricordo la sanità gratuita per tutti. Purtroppo oggi ci troviamo a lottare con questioni che sono completamente opposte a come girava  il mondo fino a qualche temo fa . Industria manifatturiera quasi scomparsa con milioni di posti di lavoro ormai persi, enti locali senza il becco d’un quattrino e servizi,  compresi quelli essenziali, molto carenti; sanità in disarmo con l’ esigenza crescente per il cittadino di doversi rivolgersi a strutture private poter soddisfare le proprie necessità.

Ed allora non potendo competere con l’attuale forza lavoro  dell’ Oriente,  l’Europa,  ma soprattutto l’Italia  non può non puntare  sulla valorizzazione di quanto già possiede, investendo in primis su una corretta  educazione che conseguentemente porti il cittadino a ragionare in modo tale da poter sviluppare le risorse, molto importanti e variegate , presenti sul territorio .

Le crisi di ogni tempo creano sconvolgimenti che portano come conseguenza l’apertura di nuovi spazi. In questi spazi  all’ inizio si rimane disorientati, fino al momento in cui si utilizzano per  creare nuove opportunità in funzione di costruire un nuovo domani.

Facciamo un altro  esempio banale ma visibile , parlando della Puglia .

Fino ad un decennio fa era un regione come tante altre . Bellezze inespresse, possibilità non sfruttate, disoccupazione, insomma le solite problematiche  di un regione italiana del meridione.

Poi qualcosa e qualcuno ha fatto scattare quella scintilla che ha messo in moto un meccanismo che  è andato ad occupare quegli spazi  che erano a disposizione.

Premesso che negli ultimi anni è diventata la prima  per produzione di energie rinnovabili (eolica e solare), come pure  è stata anche la prima  in Italia a dotarsi di un piano energetico ambientale e di un sistema di regole che ha favorito lo sviluppo delle fonti alternative, la  Puglia, in controtendenza rispetto alla crisi , ha avuto un vero e proprio boom turistico.

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E’ da una decina di anni che ogni estate sentiamo dire “è stato l’anno della Puglia”. In effetti è proprio così, la Puglia quest’anno è stata  consacrata con  il primato in Italia di presenze turistiche. Ciò è riscontrabile  anche  dai dati Trenitalia che durante l’estate ha più volte comunicato il sold-out sui treni per la Puglia, come pure l’aumento del traffico sulle tratte della  regione è stato evidente; stesso dicasi per i movimenti dei più importanti motori di ricerca , come ad esempio Trivago.

Ciò è avvenuto non per caso, ma grazie all’avvio di strategie promozionali, soprattutto sui mercati straniero, che sono state accompagnate da un nuovo sistema di relazioni organizzato  con i maggiori players del turismo internazionale.

Così facendo da qualche anno a questa parte la Puglia sta semplicemente valorizzando quanto già possiede, che non solo riguardano la natura incontaminata e tanta storia, ma anche  possibilità di divertimenti,  dove gli svaghi più moderni si legano alle tradizioni ( la  festa della Taranta e il Carnevale di Putignano ). Con effetti molto positivi per l’occupazione e l’economia della regione , in controtendenza rispetto alle altre regioni italiane.

Lo spirito di comunità, il senso di ospitalità e l’importante  enogastronomia della zona, giocano a favore della Puglia, permettendo di sorvolare anche su un’organizzazione che non può ancora dirsi perfetta.

Sviluppare le tante risorse presenti già sul nostro territorio … ecco una  delle chiavi possibile per combattere i cambiamenti del mondo.

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