Una vacanza inconsueta, un’estate diversa

Mi ricorda un po’ la consuetudine di un tempo quando, nelle campagne, si dava ospitalità ai pellegrini, ai viandanti, che in alcuni casi potevano poi protrarre il proprio soggiorno, contraccambiando con l’aiuto nel lavoro dei campi.

Devo ammettere che l’ho conosciuta da poco tempo nonostante che, andando ad indagare, ho trovato che è stata fondata da una segretaria londinese nel 1971 e,  per questa sua provenienza,  ha un nome, molto lungo, nella lingua inglese: “World wide opportunities on organic farm” ( il suo acronimo è Wwoof) che alla lettera viene tradotto in “Le opportunità mondiali in azienda agricola biologica”.

Mi sembra un’iniziativa molto interessante.

Di cosa si tratta? Di un movimento, ormai mondiale, che ha come ideale una comunità globale sostenibile, che mette in relazione volontari e progetti rurali.

Senza scopo di lucro, la vacanza rurale associa i volontari con le fattorie che hanno bisogno di personale che può dare una mano. Raccolto, semina, pulizia di sentieri, cura degli animali; insomma le più svariate opportunità per esperienze non solo lavorative, ma soprattutto educative e culturali.

Entrando nella lista del circuito di aziende agricole, masserie e fattorie biologiche che compongono il Wwoof, si trovano migliaia di associati,  in ogni parte del mondo. Soltanto in Italia gli affiliati sono oltre 700, da nord a sud. Ed ospitano chi è disposto a condividere il proprio lavoro.

Una vacanza inconsueta, un’estate diversa. Perché non provare le esperienze di giornate trascorse con stili di vita in armonia con la natura e con culture spesso molto differenti dalla nostra?

Risparmiare denaro non è il vero fine delle parti in causa (viaggiatore e fattoria). Chi lo ha provato riporta testimonianze di un’occasione unica per viaggiare, per imparare tante cose e soprattutto per scoprire il tipo di vita genuina del paese in cui si è ospitati.

Davvero una bella iniziativa, per tutti, ma soprattutto per i giovani che hanno in questo modo interessanti opportunità di formarsi anche lontano dal proprio “habitat naturale”.

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