Una vecchia storia italiana: la coltivazione della canapa

Come un fulmine a ciel sereno, prima il Ministro degli Interni, poi la Corte di Cassazione, hanno messo il bastone tra le ruote al nuovo business della canapa. 

Nel prossimo articolo entreremo nei dettagli di questa questione, ma quello che ci interessa oggi  è di risvegliare dal torpore una vecchia storia italiana, legata proprio alla coltivazione della canapa.

In pochi lo sanno, ma agli inizi del novecento il nostro paese era tra i primi produttori mondiali di canapa. Poi un bel giorno, circa cinquanta anni fa, si interruppe bruscamente la produzione e la trasformazione di questa pianta.

E sì che la canapa aveva e potrebbe avere un ruolo importante in tanti settori, anche favorendo l’ambiente. In quello industriale per la produzione di carta, tessuti, cosmetica ed edilizia. Ma anche in quello commerciale, fornendo oli, alimenti, combustibile e cordame.

In Italia all’epoca si produceva più canapa di quanto se ne produce oggi in tutto il mondo, ma oggi i leader europei del settore sono divenuti i francesi, nonostante che anche in Germania e nel Regno Unito si sia progredito nella coltivazione.

Purtroppo lo stop di mezzo secolo nel paese ci sta dimostrando che l’Italia anche se cercava di riprenderne la produzione (con queste due mazzate non sappiamo più cosa accadrà), è parecchio indietro sia da un punto di vista tecnologico (macchinari agricoli e trasformazione) che per quanto riguarda la genetica.

Ma i nostri politici oltre a non ricordare i corsi ed i ricorsi della storia, si limitano a gestire solamente l’oggi, cercando di farci intendere però, che ciò varrà anche per un migliore futuro. 

Mah, sarà…

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