Una stella dello sport tutta “italiana”

A volte le sfide che gli immigrati ed i figli degli immigrati sono chiamati ad affrontare nel nostro paese non sono da poco.

Le difficoltà spesso si trasformano in situazioni complicate quotidiane anche inimmaginabili, come ad esempio presenze scomode, diversità negate e diritti. Il periodo per gli immigrati nel nostro paese non è dei migliori; in molti soffiano e hanno soffiato sul fuoco.

In questo mese di ottobre se qualcuno ha avuto la fortuna o la voglia di soffermarsi alla tv al primo mattino guardando qualche spezzone di partita della nazionale italiana femminile di pallavolo, impegnata nel campionato mondiale in Giappone, anche se non particolarmente interessato a quello sport, non avrà potuto far a meno di vedere, tra le fila della squadra italiana, due giovani ragazze, palesemente di origine sub-sahariana e quindi immigratoria.

Ma una, in particolare, non poteva non essere notata, non per il colore della sua pelle o per la sua altezza o per i suoi capelli, ma perché è una nuova stella. Una stella dello sport.

Docile, gentile, elegante, ma anche una “bestia”, una “cannibale”, una forza fisica ed una grinta sportiva da fare spavento.

Non lo spavento che gli immigrati ci possono o ci potrebbero creare, ma quello spavento positivo che, un’atleta così potente e superiore alle altre, ci può procurare nel vederla con quella voglia di vincere.

19 anni, alta 189 cm per 79 km, 46 di scarpe, talento smisurato (in grado di saltare fino a quasi tre metri e mezzo di altezza): ecco la nuova stella della selezione azzurra e della pallavolo mondiale, protagonista al torneo in Giappone,  che nella semifinale con la Cina ha piazzato a terra addirittura 45 punti, un record (l vecchio primato apparteneva alla kazaka Yelena Pavlova , 40 punti contro gli USA nel 2006).

Nata a Cittadella (Padova) nel 1998, da genitori nigeriani, ha iniziato a giocare a volley all’età di 12 anni. Il suo nome è Paola Ogechi Egonu.

Peccato per quella finale persa all’ultimo tuffo, nonostante l’ottima prestazione ! Oltretutto Paola e le altre ragazze con questo torneo hanno mandato un messaggio positivo al mondo dello sport italiano e non solo. Sempre combattive, ben integrate tra di loro, ma soprattutto rispettose delle avversarie, sorridenti e serene, nonostante lo stress per arrivare al successo finale e la stanchezza di una lunga competizione, giocata sempre ad altissimi livelli.

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