Una perenne contraddizione

Viviamo in un mondo ed in una nazione dove moltissime azioni sono in perenne contraddizione con idee e progetti e visioni, che sarebbero diametralmente opposti.

Questo avviene da sempre, ma forse oggi il tutto è ancora più amplificato. E quando arriviamo a capire e risolvere la contraddizione, tante volte l’azione o il progetto non esistono più.

Dovevamo puntare sui pochi mezzi pubblici in circolazione per ridurre l’inquinamento ed caos, ma oggi dobbiamo evitarli per non fare assembramenti; dovevamo cercare di ridurre e di smaltire accuratamente i rifiuti, ma oggi per le protezioni individuali non sono state organizzate raccolte efficace e produzioni facilmente smaltibili; dovevamo pensare ad un lavoro più flessibile, gestibile anche da remoto, per favorire le famiglie e ridurre gli spostamenti ed i tempi morti, ma appena si è ridato il via all’apertura delle aziende, pochissime hanno cambiato organizzazione ed approccio al lavoro. E così si potrebbe andare avanti ancora parecchio.

Prendiamo per esempio una cosa sciocca, di poco conto. Il titolo dell’ultimo Decreto, che riguarda un po’ tutti, nominato “Rilancio Italia”, che è già un nome in contraddizione con le norme contenute in esso. Perché, senza entrare nel merito e nella valutazione dei provvedimenti inseriti nel Decreto, è evidente a tutti che quasi tutte le misure decise (ad accezione forse per quelle della sanità e dell’ecobonus) sono per tamponare, per reggere il colpo, non certo per rilanciare. Sono toppe qua e là per non far crollare tutto. Allora, per non essere in contraddizione, il Decreto si poteva chiamare per esempio “Sostieni Italia”.

Perché dentro un “Rilancio Italia” ci dovrebbero essere interventi decennali per la messa in sicurezza del territorio idrogeologico, per la cura dei borghi dove la gente potrebbe tornare a vivere, per la costruzione di nuove carceri all’avanguardia sia per gli spazi che per la rieducazione del detenuto, per la creazione di una fitta rete di imprese sociali sul territorio che aiutino soprattutto i più deboli e coinvolgano la popolazione rimasta senza lavoro ed ai margini. E tanto altro ancora.

Questi ultimi sarebbero tutti provvedimenti per un vero rilancio, che già erano complicati da attuare prima dell’emergenza Covid-19, figuriamoci oggi con la previsione del balzo in avanti del deficit del nostro paese!

Continueremo purtroppo a vivere vedendo attuati provvedimento tampone per dare sollievo a qualcuno, ma sentiremo sempre parlare di provvedimenti innovativi (che raramente verranno messi in pratica), che dovrebbero cambiare le nostre vite.

Nostro malgrado, dobbiamo vivere in un contesto di perenne contraddizione.

 

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