Quando un paio di scarpe a volte ti cambiano il corso della vita …

A questo punto vorrei vivere in un posto dove ho bisogno solo di un paio di scarpe, o ancor meglio di ciabatte.

Le scarpe non rappresentano più per me, come lo sono per molti uomini immagine, per molti sportivi, ma soprattutto per le donne che ne vanno pazze, passione ed a volte ossessione. E non mi servono neppure per tirarmi su il morale, come nel classico shopping compulsivo.

Le scarpe però sono state raffigurate in un importante quadro di Vincent van Gogh, esposto al Van Gogh Museum di Amsterdam.  Il filosofo Heidegger ha spiegato così il quadro “Un paio di scarpe”: …queste scarpe appartengono ad una contadina e Van Gogh le ha raffigurate per rappresentare la vita della stessa; per meglio dire, le scarpe sono diventate i testimoni, un segno particolare del mondo campestre, quindi portatrici dell’essenza di quella vita…

Anche se dalle scarpe, attenti bene, si possono ricavare aspetti dello status, tendenze e tratti psicologici di una persona.  E non solo. Le scarpe possono arrivare a far migliorare l’immagine complessiva di sé stessi.

Ma nelle scarpe troviamo troppo spesso, ormai, il legame con la sponsorizzazione, che relega tutti gli altri aspetti in un angolino.

Oggi come oggi non è neppure necessario essere una celebrità per poter guadagnare centinaia di euro pubblicando una sola foto sul proprio profilo, basta accordarsi per foto commerciali o sponsorizzate su Instagram; per non parlare poi delle celebrità che guadagnano molto di più e fanno dei veri e propri contratti di sponsorizzazione.

Il mondo dello sport forse in questo momento è l’esempio simbolo della pubblicizzazione dei marchi. Abiti e scarpe per lo sportivo che conta, a cui è assegnato il ruolo globale di “ambasciatore” di quel dato marchio, possono rappresentare in termini di introiti pubblicitari oltre il 50% del reddito dell’atleta nel corso degli anni della sua carriera sportiva. E per questo si arriva in certi casi all’estremo, che ciò che più conta non è vincere, ma apparire e vendere.

La pallavolo di questi ultimi giorni ce lo ha dimostrato. L’Italia pare abbia perso il suo asso, Zaytsev, per le finali del campionato europeo, proprio per un  “caso scarpe”. Perché, la federazione nazionale di pallavolo ha il suo sponsor tecnico, le scarpe “Mizuno”, mentre Zaytsev, per presunti problemi ad un piede e per precedenti vincoli contrattuali con lo sponsor “Adidas”, non intende indossare “Mizuno”, anche se venissero fatte su misura per il problema dell’atleta. Ed oltretutto Zaytsev rifiuta di allenarsi anche con le sue “Adidas” (che pare limiterebbero il problema fisico contingente), con il marchio coperto, come richiesto dalla federazione.

Così Zaytsev resta a casa con il suo contratto di sponsorizzazione in cassaforte, mentre la nazionale parte per la fase finale dei campionati europei senza il suo elemento di spicco. E tutto questo per un paio di scarpe… davvero incredibile!

Comunque il tempo per ripensarci e ritornare a camminare insieme ci sarebbe. Vediamo se qualcuno è disposto a cambiar scarpe.

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