Un nuovo mondo

Il nostro paese, è risaputo, che raramente abbia avuto amministratori locali e nazionali in grado di vedere lontano, capaci di rimodulare lo stato delle cose, spesso non più al passo con i tempi. Più che in altre nazioni, in Italia, da sempre si nota l’assenza di programmazione, di progetti a lungo respiro, che prevedano e che organizzino il paese, se non nel ventennio, almeno nel decennio successivo.

Oggi la situazione è veramente complessa, per non dire drammatica. Ogni nazione ha i suoi problemi, le sue tensioni e diventa già arduo organizzare il mese corrente.

E sì che mai come in questo momento ci sarebbe invece bisogno di iniziative per programmare, per fare ipotesi, per lanciare nuove idee e proposte. C’è bisogno di organizzare una lunga e complessa transizione per arrivare ad un nuovo mondo. E già da ora qualcuno dovrebbe sedersi al tavolo della discussione.

Le parole di Papa Francesco, incontestabili, resteranno sempre scolpite nella storia: … Pensavamo di vivere sani in un mondo malato

Ed allora è giunto il momento in cui tutti dobbiamo davvero dare qualcosa in più. Ogni cittadino nel suo piccolo deve svolgere la sua parte, c’è da rimettere in sesto un sistema, ma soprattutto c’è da progettare il cambiamento di un qualcosa non più riavviabile, così come interrotto.

Politici, imprenditori, giornalisti, uomini di cultura, cittadini: tutti debbono partecipare al dibattito promuovendo nuove idee, che poi dovranno essere sintetizzate ed avviate, per l’organizzazione di un nuovo mondo economico e sociale. Perché, ripetiamo, l’attuale, come ci è stato dimostrato, per tanti motivi, non è certamente più sostenibile.

Ma purtroppo la sensazione è quella che buona parte dei personaggi politici e del giornalismo, che dovrebbero fare da traino, resti invece ancorata alle problematiche ed alle polemiche del giorno, tralasciando invece i progetti del domani, anch’essi importantissimi.

E ricordiamoci che, mai come oggi, c’è bisogno di governanti, amministratori pubblici, sociologi, filosofi, economisti, ambientalisti, giornalisti ecc., preparati e soprattutto responsabili di ogni frase o pensiero che possa uscire dalla loro bocca. Perché di bailamme in giro ce n’è davvero tanto; ora è il momento di tenere tutti un basso profilo e di pensare per il bene collettivo ad un nuovo futuro.

Spetta ad ognuno, con responsabilità e rapidità, partecipare al dibattito e mettere in campo azioni per la transizione verso un nuovo mondo.

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