Un equilibrio dinamico

Nel pezzo intitolato “il modello fallito” si era cominciato ad analizzare i limiti dell’ eccessiva presenza turistica in molti importanti centri del nostro Paese. Turismo che doveva essere “sopportato” perché rimpinguava costantemente le casse dei Comuni e di molti cittadini. Ed i pochi residenti stabili rimasti che provavano a lamentarsi, erano visti come veri rompiscatole.

Se riprendete quell’articolo e rileggete lentamente e con attenzione il pensiero (in grassetto) drammatico pronunciato da un commerciante di una dinastia di librai di Venezia, si capisce che davvero nel nostro paese c’è da ripensare e da riorganizzare molto, perchè il turismo, in particolare l’overtourism, cioè letteralmente “troppo turismo”,  è uno dei fenomeni più complessi che dovrà essere rivisitato da tanti punti di vista.

Ed allora per venirne fuori riteniamo che la ricerca di un equilibrio dinamico per le nostre città dovrà essere la vera chiave della sostenibilità per i prossimi tempi. Cosa vuol dire?

Prendiamo Firenze,  senza dubbio tra le prime 5 mete turistiche italiane. Con il blocco causato dalla pandemia, Firenze, in appena tre mesi ha visto il tracollo dell’economia pubblica e privata. Così Nardella, sindaco di Firenze, ha fatto un vero e proprio appello al Governo perché venga in soccorso della città.

Avendo vissuto l’impotenza e la disperazione di una città di fronte all’assenza di turisti, Nardella ha pure annunciato di aver avviato un piano, dal nome “Rinasce Firenze”, con il quale, assieme ad un gruppo di esperti locali sta progettando come poter rivoluzionare il modello attuale della città.

Si pensa ad un turismo più sostenibile e di livello, meno di massa, si pensa a riportare più funzioni nel centro cittadino, come pure a cercare di riportare i residenti all’interno del perimetro ormai in mano ai viaggiatori, cercando di convincere i proprietari di abitazioni fino ad oggi adibite ai turisti, ad affittare le case alle famiglie del posto, anche grazie ad una possibile garanzia di solvibilità da parte dell’amministrazione pubblica.

Il dibattito è aperto, qualcosa si muove, gli errori maturati in decenni di azioni unilaterali, messi a nudo dalla pandemia, si devono correggere. Ripetiamo, la ricerca di in equilibrio dinamico complessivo per le nostre città sarà la vera chiave della sostenibilità.

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