Un calcio agli Europei e non solo

immagineDa poco hanno avuto termine gli Europei di Calcio 2016 di Francia, vinti, contro ogni pronostico, dal Portogallo.  A parte nel paese lusitano, dove giustamente i festeggiamenti si sono prolungati per alcuni giorni , il ricordo della competizione, nelle altre nazioni europee, è pressoché scemato al fischio finale del 10 luglio.

E se non c’erano le tv nazionali e le paytv che tentavano di tenere alto l’interesse, ben oltre il livello dello spettacolo, la manifestazione sarebbe passata quasi sotto traccia.

Ed allora torniamo al calcio di tutti i giorni ed hai suoi problemi .

Dove ricercare la causa di tutti i suoi mali, visto che il bacino di utenza si sta sempre più assottigliando ? Ecco i più importanti pareri di tifosi ed esperti e luminari del settore, in merito al quesito proposto:

  • Gli iIlleciti e le scommesse sono la rovina del calcio
  • I procuratori dei calciatori  sono la rovina del calcio
  • I simulatori sono la rovina del calcio
  • Gli ultras sono la rovina del calcio
  • La tessera del tifoso è la rovina del calcio
  • I diritti tv sono la rovina del calcio
  • I genitori dei ragazzini che giocano a pallone sono la rovina del calcio
  • I calciatori strapagati e sopravvalutati sono la rovina del calcio
  • I dirigenti corrotti della UEFA e della FIFA e delle federazioni locali, sono la rovina del calcio
  • La perdita di interesse verso le squadre nazionali, sempre più composte da giocatori stranieri, è la rovina del calcio
  • Il calcio mercato, di fatto sempre aperto, che cancella l’attaccamento alla maglia, visto che gli organici delle squadre sono composti da atleti provenienti da ogni dove,  che spesso si incontrano solo per pochi mesi senza riuscire neppure a conoscersi e a scambiarsi qualche parola ( a causa anche della difficoltà con la lingua ), è la rovina del calcio.

immagine 1Come vedete i punti sono tanti, ognuno ha la sua parziale valenza, in un contesto rivolto più al Dio denaro che non al fattore sportivo intrinseco.

Fatto sta che, sia vecchio che moderno, il calcio rimane ancora un gioco  con 22 uomini in mutande che dovrebbero correre appresso ad una palla.

A questo punto converrebbe concludere l’articolo anche perché francamente non sappiamo quale strada consigliare o quale causa far propria; i problemi sono tanti e gli intrufolati del pallone lo sono anche di più. Ci è venuto però in mente, per rilanciare con un po’ di ottimismo l’ambiente sportivo, proporre un estratto de Il manifesto del calcio, redatto dallo storico e professore universitario inglese John Foot.

Il manifesto è una chiamata alle armi che si conclude presentando “un modello di economia calcistica più giusto e socialmente responsabile, un sistema di governo calcistico più democratico ed efficace e una cultura calcistica che si basi sulla diversità, sull’atmosfera e sulla partecipazione. Il manifesto si rivolge ai politici di tutti gli schieramenti, alle autorità calcistiche e al pubblico. Il calcio, come tutto nelle nostre società, potrebbe essere diverso e potrebbe essere migliore”. Speriamo che i politici e le persone ai vertici del potere ascoltino queste proposte. Se non sarà così, sempre più tifosi dovranno agire, magari organizzando uno sciopero del tifo, un giorno in cui nessuno va allo stadio né accende la tv. Scommetto che a quel punto i vertici reagirebbero alla svelta.

Il calcio fa parte della nostra cultura condivisa, è un’eredità fantastica nata da un secolo di gioco, un ricettacolo di forti identità e solidarietà”.

Il calcio è una delle più importanti manifestazioni culturali del nostro tempo. Anzi, il calcio è la più importante manifestazione culturale del nostro tempo. Niente tocca la gente quanto il calcio, niente unisce così tanto le persone. Nessun evento cattura l’immaginazione e l’attenzione quanto una partita di calcio. Ogni settimana, in tutto il mondo, milioni di persone vanno allo stadio o giocano a calcio. Ogni giorno milioni di persone accendono la tv, la radio o il computer per guardare, ascoltare o commentare una partita di calcio.

Tra i vari punti elencati da John Foot, ne citiamo tre :

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Riforma e democratizzazione delle organizzazioni spesso corrotte e antidemocratiche che controllano il gioco, tra cui la Football association, la Fifa (naturalmente) e gli stessi club. I tifosi dovrebbero essere rappresentati a tutti i livelli (e in merito c’è già una serie di proposte) perché senza di loro il calcio non esisterebbe. Eppure, le istituzioni che gestiscono il calcio guadagnandoci milioni di euro si rifiutano di riconoscerlo.

Redistribuzione della ricchezza. I miliardi pagati dalle tv devono essere redistribuiti facendo più attenzione alla base, ai tifosi e alle aree del gioco che sono poco finanziate, come il calcio femminile. Il manifesto chiede una tassa sui profitti e una maggiore pressione fiscale sulle società che operano nel settore del gioco d’azzardo, la cui pericolosa influenza si fa sentire a diversi livelli.

Diversità. Tutti giocano a calcio: immigrati, piccole comunità, donne e uomini. Tuttavia questa diversità non è abbastanza rappresentata nelle strutture che controllano il gioco e i club. Il manifesto chiede un cambiamento radicale con l’introduzione di quote e regole per garantire un’adeguata rappresentanza a tutti i livelli.

Ed allora chi ha orecchi per intendere, intenda !

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