Un bel falò in spiaggia intorno al PIL, poi … la strada

E’ come una lunga serata d’estate davanti al falò in spiaggia, tra canti, balli, giochi ed una bella grigliata. E’ un momento unico, che ti appassiona, vorresti non passasse mai. Poi alle prime luci dell’alba, tutto è diverso, non è più la stessa atmosfera, resta il sorriso, un bel ricordo, ma il momento in cui tutti siamo in cerchio attorno al falò, ormai se ne è andato, c’è già da guardare alla giornata che si sta per levare, ognuno deve riprendere la propria strada.

Questo insieme di immagini, non so come mai, ma in questo periodo, mi vien fatto di accostarlo al Pil, sì proprio al Prodotto Interno Lordo, che rappresenta il valore finale di beni e servizi prodotti all’interno di una nazione in un determinato periodo di tempo. Il falò è proprio il Pil, le persone attorno sono la Banca d’Italia, Confindustria, il Governo, i Ministeri.

In questa estate tutti si sono trovati sorridenti in spiaggia,  intorno al falò,  in quanto la previsione di crescita del Pil per il 2017 e per il 2018 è stata sottostimata; nella notte in spiaggia un nuovo ottimismo è palpabile da parte di tutti. L’attività economica e la domanda sui mercati aprono a stime di crescita non più irrisorie.

Ce li vedo i nostri burocrati che si scambiano pacche sulle spalle e sorrisi attorno al falò, grazie alle previsioni prossime di crescita del Pil. L’occasione è anche quella di esorcizzare, di allontanare definitivamente la proposta che ogni tanto ritorna di … un accorpamento delle festività con l’obiettivo di far crescere il Pil…

1,4% nel 2017, 1,3% nel 2018, 1,2% nel 2019: ecco le stime riviste al rialzo. Così il falò si mantiene vivo e vitale e tutti si lasciano andare ad  ballo liberatorio.

Fino al primo sorgere del sole, quando il falò si spengeo e c’è da riprendere il controllo di noi stessi, c’è da riorganizzare la giornata che sta per arrivare.

Anche se ci portiamo dietro una bella nottata di festa, con previsioni di un PIL in ripresa, con il passaggio dalla spiaggia alla strada alle prime luci dell’alba,  c’è da porre attenzione ai tanti inconvenienti che possono intralciarci; la spiaggia rispetto al strada è tutta un’altra cosa: non ci sono intoppi, ingorghi, questioni di vicinato.

Infatti appena messo piene in strada troviamo già due buche pericolose, ma la fiducia che teniamo nel Pil ci aiuta :

  • Il debito pubblico italiano, che purtroppo è tra i più alti del mondo e che non sembra fermarsi mai …ma con queste previsioni di PIL, pensiamo, possiamo superarlo meglio…;
  • L’occupazione in generale ma soprattutto quella giovanile che stenta a riprendersi. Le difficoltà in tale campo sono più evidenti di quanto vogliono farci credere; non tutte le colpe chiaramente sono dei Governi che si sono succeduti in questi anni, anche perché se l’uomo non potrà essere totalmente sostituito dalla macchine, ben presto si arriverà comunque ad avere un 50% di lavori in precedenza svolti da essere umani che saranno invece gestiti autonomamente da macchine e programmi. E la buona volontà che troviamo in giro per inventare nuove attività o ritornare alle origini della terra, comporta molto impegno ma, almeno inizialmente, pochi frutti… ma con un PIL così, sarà un paese più solido, fiducioso e alla fine si avrà una migliore occupazione!…

In qualche modo riusciamo a superato i primi due ostacoli, che prima o poi ritroveremo, perché difficilmente riparabili.

Lungo il viaggio ritorno, la fiducia nel Pil della nottata cala progressivamente. Ripensandoci bene viene il dubbio che il Pil sia come il fatturato di un’azienda. Se il fatturato sale è vero che gli ordini crescono e si produce di più. Però alla fine quello che conta non è il fatturato, ma è l’utile aziendale, che non è detto che cresca con il fatturato, anzi in molti casi può andare giù. E per un Paese l’utile è rappresentato dai redditi dei cittadini e dai servizi di cui possono godere.

Poco più avanti lo stop ad un semaforo. Di fianco, un grande cartellone pubblicitario con la foto di Robert Kennedy, ex-senatore statunitense ed ex candidato alla presidenza, nonché fratello di John Fitzgerald Kennedy ed una sua citazione “il PIL misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta”.  

Appena arrivato a casa accendo il pc e navigo in internet per capire qualcosa in più su quest’ultima storia. Robert Kennedy prima di cadere vittima in un attentato a Los Angeles, all’indomani della sua vittoria nelle elezioni primarie di California e Dakota del Sud, tenne un discorso durissimo in una università statunitense, il 18 marzo del 1968,  nei confronti del Pil. Soprattutto per questo motivo viene ricordato.

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