Tutti sulla piattaforma collaborativa per una economia di condivisione

Consumo collaborativo, sharing economy o economia della condivisione stanno diventando le parole del momento anche da noi. Se poco tempo fa quasi nessuno le conosceva, oggi sono entrate con entusiasmo non solo sui media ma anche in piccola parte nei rapporti comuni.

Consumo collaborativo, sharing economy o economia della condivisione fanno parte di  quelle piattaforme collaborative, soprattutto digitali, che mettono in contatto persone,  per condividere, scambiare o vendere direttamente beni o servizi.

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In Italia si contano più di un centinaio di piattaforme collaborative divise in una decina di ambiti, tra cui i più comuni sono il crowdfunding,  i beni di consumo , i  trasporti ,  il turismo,   il mondo del lavoro .

L’interesse verso tali iniziative è talmente cresciuto che anche la politica si è messa a seguirne i movimenti, attraverso giornate dedicate in cui discutere su queste nuove pratiche. Tali eventi sono promossi con il nome di Sharitaly.

Anche perché i servizi e gli utenti sono in forte ascesa, crescita che da che una ricerca di Nielsen sembra dovuta anche ad una certa predisposizione degli italiani alla condivisione,  che risulterebbe  superiore rispetto a quella presente  negli altri paesi europei.

Scambio e condivisione di beni e servizi, che porta sia a vantaggi economici che a nuove esperienze. Ecco il fulcro della nuova forma di economia che sta offrendo in tempo di crisi alcune  importanti risposte al cittadino , anche se tale  modello di sviluppo essendo molto giovane ma cresciuto talmente in fretta,  è ancora marginalmente  regolamentato anche a livello normativo.

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