Il “tempo”: un concetto quasi religioso per alcuni

…“Scusa, ma non ho tempo”…

Tanta, troppa gente non ha più tempo. I ritmi di lavoro alti che si vanno a sommare ai troppi impegni extra lavoro, che ci dobbiamo o vogliamo prendere, non ci fanno più respirare. E poi se anche pensiamo di fermarci o di “chiudere” per la serata con tutti, il nostro essere sempre connessi con mail e messaggi non ce lo permette.

In Italia, non so se ovunque sarà così, ma nella maggior parte dei casi si viaggia a mille e siamo troppo stressati.

Ed allora fermiamoci un attimo, affacciamoci alla finestra e guardiamo in lontananza, per capire se riusciamo a scorgere qualcosa di diverso, un altro modo di vivere.

Lo sguardo arriva, neanche troppo lontano, sempre in Europa, nei paesi della Scandinavia. Più precisamente in Norvegia.

Là intravediamo esperienze di vita ed una concezione del “tempo” dilatata rispetto all’Italia.

Per il popolo norvegese capiamo che  il “tempo” è un concetto quasi religioso. Le esperienze dirette di nostri connazionali presenti da anni laggiù ci dicono che lavoro o non lavoro ognuno si prende il suo tempo. Mandare una mail non significa risposta immediata. Se il destinatario sta facendo altro può rispondere anche dopo ore, mentre se è dopo l’orario di lavoro, si dovrà attendere il nuovo giorno lavorativo, sia che si lavori nel pubblico che privatamente.

Lo stile di vita dei norvegesi chiede non solo di adattarsi ad una paesaggio che fa scomparire il sole per un mese d’inverno, come pure lo rilascia per tutta l’intera giornata nel periodo estivo, ma anche di piacerti stando con te stesso, con una natura selvaggia e piena di contrasti, in cui ognuno si prende il proprio tempo.

Non sarà per tutti, lo stile di vita che intravediamo da lontano richiede forse sacrifici, ma vediamo nel popolo norvegese soddisfazione per essersi ritagliati un angolo di paradiso, non solo riferito al paesaggio, ma anche interiormente.

Il telefono squilla, purtroppo dobbiamo interrompere questa esperienza che stiamo vivendo, chiudiamo la finestra, l’orizzonte si allontana, cerchiamo il cellulare che sta suonando e torniamo a non avere più tempo per noi.

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