SOS donatori di sangue

Purtroppo è dei giorni scorsi la notizia che un chirurgo del Gaslini di Genova ( il più importante ospedale pediatrico italiano), per la prima volta,  ha dovuto rimandare un delicato e lungo intervento chirurgico perché non aveva la certezza di poter contare sulle sacche di sangue necessarie.

Così anche noi vogliamo far rimbalzare questo segnale di urgenza, di richiesta di aiuto, sulla necessità di donare sangue.

Quando tra dicembre e febbraio siamo sotto epidemia dell’influenza, quando tra aprile e maggio ci sono i ponti e si pensa a divertirsi, quando arriva l’estate troppo calda che dà quel senso di stanchezza e si attende con trepidazione il periodo delle ferie; insomma alla fine donare sangue è sempre meno scontato.

Ma oltre alle scusanti di stagione, si rilevano sempre più casi di giovani impediti a donare a causa del loro stile di vita. Tatuaggi, piercing e persino l’aver effettuato viaggi in paesi considerati a rischio; tutte situazioni inserite in una normativa che impone alcuni mesi di sospensione alla donazione.

L’allarme era già scattato alcuni anni fa. Nonostante esista uno “zoccolo duro” di affezionati donatori non più giovanissimi, nel nostro paese le donazioni sono progressivamente in calo e soprattutto sono troppo pochi i giovani volontari che si recano ai centri trasfusionali per donare il sangue.

Così che, anche a causa delle giustificazioni di cui sopra, in certi periodi dell’anno, in alcuni ospedali possono verificarsi situazioni in cui non ci sono sufficienti scorte di sangue, necessarie per urgenze o addirittura per interventi già programmati.

Nonostante l’Avis da qualche anno si stia muovendo d’intesa con tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado per un’azione di sensibilizzazione alla donazione del sangue, le donazioni, come dicevamo prima, ogni anno perdono punti percentuali. Così non resta che rivolgersi alle nuove leve, con la speranza di far breccia nei giovani.

Cosa si può fare ancora fare per alimentare questo gesto nobile? Innanzitutto la sensibilizzazione generale al problema è importante, dato che in tanti non ne hanno la percezione. Oltre a ciò, c’è da rilevare un fattore pratico. La flessibilità di orario per accogliere i donatori nei centri.

Infatti in questi ultimi periodi di difficoltà a reperire sangue, i centri trasfusionali degli ospedali più preparati si sono organizzati per restare aperti, oltre che il sabato, anche le domeniche di alcuni mesi dell’anno, per favorire l’accesso a quanti non sono disponibili negli altri giorni della settimana. Mentre purtroppo dobbiamo rilevare che ne esistono altri che, a causa di tagli al budget del personale, hanno ridotto l’apertura, alternando persino i sabati.

Che dire. L’SOS è stato lanciato e spetta non solo al cittadino raccoglierlo, ma anche alle strutture sanitarie che devono adeguarsi per favorire il più ampio afflusso possibile.

.

Pubblicato in Notizie e con Tag , , , , , , . Usa il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

7 + 19 =