Solo istituzioni credibili

La parola giusta forse è “caos”. La politica italiana ha conosciuto tante volte situazioni di confusione, quindi oggi ci troviamo di fronte a niente di particolarmente nuovo.

Al Governo, all’opposizione, nelle coalizioni tra i partiti di Governo o in quelle di opposizione, all’interno degli stessi partiti, vecchi o nuovissimi che siano. E’ un caos, che aumenta le paure e conferma le debolezze di un paese, il cui popolo è lasciato a se stesso.

Nel Governo attuale, ma anche in quello precedente ed in tanti altri passati, ogni mese un problema, ogni mese sempre la ventilata ipotesi che qualcuno possa “staccare la spina”.

Mancano persone responsabili in tanti ruoli chiave del Governo, pochissimi sono i leader politici responsabili, con difficoltà si trovano in Parlamento persone qualificate, prudenti, che ragionano solo per il bene comune del nostro Paese.

Ed i pochi che si lanciano nel denunciare attività di malgoverno e malagestione nei tanti uffici pubblici, locali o nazionali,  anziché essere presi da esempio e promossi vengono puniti, perché la connivenza ed il caos alla fine favoriscono il sistema corrotto italiano.

Ed allora come uscire da questo caos? Chi potrà mai mettere in ordine la nostra pubblica amministrazione, i nostri dirigenti pubblici e gli eletti?

Il Presidente della Repubblica fa quello che può, ma cambiare le cose dall’alto non è mai semplice. In genere per cambiare c’è bisogno di cominciare dal basso, dalle fondamenta. Se non si sistemano quelle, tutto traballa.

Per me una speranza forse c’è. A molti non piacerà, nessuno sa se e come andrà avanti, ma una flebile speranza io la intravedo.

L’idea esplosa quasi per gioco con le Sardine, lanciata e portata avanti da, Mattia, un giovane come tanti altri, trentaduenne spigliato, di Bologna, può sembrare il nulla, ma per me contiene lumi importanti per tutti.

Mattia ed il gruppo di persone che si sono ritrovate a Roma sabato 14 dicembre 2019 non hanno parlato o sparlato di politica o di provvedimenti. Hanno messo giù solo i primi sei punti del loro pensiero.

Che per me, almeno i primi cinque, potrebbero essere le nuove fondamenta di una rinnovata storia politica italiana. Forse sognerò, ma mi piace sognare ed elencarli, perché si possano leggere con attenzione:

  • chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali a fare politica, invece di fare campagna elettorale permanentemente;
  • chiunque ricopre la carica di ministro comunichi solamente sui canali istituzionali;
  • trasparenza nell’uso che la politica fa dei social network, sia economica, sia comunicativa;
  • il mondo dell’informazione protegga, difenda e si avvicini alla verità e traduca tutto questo sforzo in messaggi fedeli ai fatti;
  • escludere la violenza da toni e dai contenuti della politica in ogni sua forma ed equiparare la violenza verbale a quella fisica;
  • ripensare il decreto sicurezza, c’è bisogno di leggi che non mettano al centro la paura

Che dire? Sogno o follia, No, come dice Mattia, solo istituzioni credibili.

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