Solo dopo la sensibilità climatica

Ci sono 5 paesi Ue guidati da coalizioni governative di cui fanno parte i Verdi e precisamente sono Irlanda, Svezia, Finlandia, Austria, Lussemburgo.

I Verdi hanno avuto anche un buon risultato alle elezioni europee dell’anno scorso risultando la quarta forza politica (con 74 deputati) del Parlamento europeo, nonostante che solo 16 dei 27 paesi ne abbiano eletto i componenti (l’Italia non ne ha eletto nemmeno uno).

I Verdi in Germania nelle ultime tornate elettorali sono tornati alla ribalta e la vittoria dei Verdi anche alle municipali in Francia, ha confermato che in Europa in assenza di una sinistra forte e strutturata, gli ambientalisti possono essere una forza politica tra le più importanti per controbattere la destra, anche e soprattutto in una fase come questa, dove c’è la necessità di rilanciare le economie dei paesi.

Ed il Italia?

I Verdi non solo non sfondano ma sono in via di estinzione. Sono il nulla o quasi. E gli ambientalisti “maturi”  rappresentano per la massa solo uno sparuto gruppetto di rompiscatole, che manifesta qua e là nel territorio senza attirare le attenzioni del popolo. O meglio, le attira solo quando il problema interessa da molto vicino qualcuno.

E questo perché?

Perché sembra quasi che difendere l’ambiente nel nostro paese, sia una faccenda poco sociale e per niente istituzionale, facendo calare o annientare il consenso politico ed elettorale.

Da noi vanno forte i partiti che offrono soprattutto condoni e sanatorie. Il nostro è un paese a più facce; in questo caso prima vengono gli interessi personali, poi la sensibilità climatica ed ambientale.

Pubblicato in Politica - Scuola - Società e con Tag , , , , , . Usa il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

uno × due =