E sì che l’art. 31 della Costituzione parla chiaro

Partiti o singoli parlamentari volenterosi, spinti anche da associazioni e ordini religiosi, a più riprese nel corso dei decenni hanno cercato e stanno cercando, attraverso progetti di legge, di venire incontro alle vere esigenze della famiglia (soprattutto di quella numerosa), della maternità e dei figli.

Ma nessun Governo è riuscito o ha voluto portare a compimento una vera riforma che potesse arginare la crisi in cui la famiglia italiana è precipitata e dove, i forti legami familiari di un tempo, sono solo un lontano ricordo. Il nostro paese è davvero lontano da altri stati, sempre europei, dove i bambini sono sacri ed essere genitore è visto come una bella cosa, più che un impiccio.

Intoppi legati alla copertura finanziaria o alla tenuta dell’intero sistema hanno sempre arenato progetti di legge ad ampio respiro. Solo con provvedimenti tampone, di poco conto, enfatizzati per nascondere il malumore generale, si è cercato, invano, di coprire le grandi lacune del nostro sistema, verso l’importante istituzione della famiglia, che poi altro non è che la base di tutto il tessuto sociale.

Provvedimenti ed iniziative a volte una tantum, prima concesse, in seguito ridotte, poi ritirate. Fertility Day, bonus bebè di 800 euro, detrazioni per familiari e per figli a carico, assegni familiari, ecc. Provvedimenti troppo limitati che guardano soprattutto alla nascita della famiglia e dei bambini, ma che poi si dimenticano delle problematiche legate alla gestione familiare ed alla crescita di un figlio, che va accompagnato perlomeno fino alla conclusione degli studi universitari (purtroppo negli ultimi anni anche oltre). Pensati solo per l’oggi, quasi per dare un contentino, perché a quanto pare, nei palazzi che contano, le politiche familiari sono valutate come assistenziali, mentre è ampiamente provato che creare una famiglia, metter su casa e poi far nascere dei figli, è invece un importante volano per lo sviluppo economico di ogni paese, su cui investire.

Con cosa combattere ed a chi rivolgersi allora per cercare di cambiare questo stato delle cose? 

Per combattere credo si debba utilizzare la Costituzione italiana, che è uno strumento non diciamo perfetto, ma molto qualificato ed equilibrato.

Proprio per la famiglia, all’ art.  31 della Costituzione è scritto: La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.

Dopo aver letto questo articolo ogni altro commento è superfluo.

Ma allora a chi rivolgersi ? E’ necessaria una nuova spinta dal basso che potrà essere veicolata da volenterosi e sensibili esponenti politici, che hanno bene in mente la nostra Costituzione  e cercano con serietà ed ostinazione di promuoverla verso i colleghi, di applicarla e soprattutto farla applicare.

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