Prima si cammina con le scarpe, poi si passa al … barefooting

Da soli, in due, in gruppo; nei ritagli di tempo, per sport, per hobby, per vacanza, per iniziativa sociale e culturaleGli spostamenti, l’avventura e la traslocazione: i cammini ormai sono stati eletti a linguaggio e messaggio irradiante.

Il camminare oggi è inteso come un vero e proprio stile di vita, tanto che, per fare un esempio, anche gli eventi di moda più importanti spesso lo considerano come tema principale delle loro edizioni, a cui associare i diversi stili di abbigliamento.

Camminare per riflettere, per vedere il mondo, per fuggire dalla vita sedentaria dell’ufficio o semplicemente per fare un po’ di sano movimento. 

Anche se la tecnologia ci può aver impigrito per l’eccessivo utilizzo dell’automobile o di altri mezzi, un po’ perché il camminare sta diventando un questione medica, al punto che diverta una terapia vera e propria, un po’ perché sta nascendo una nuova consapevolezza sulla necessità di riprendersi i propri spazi e i propri tempi, di vivere gli ambienti a “passo lento”, sempre più persone stanno mutando le abitudini di vita quotidiana.

Ed allora dalla semplice camminata, che può essere urbana, in campagna, in mezzo ad un bosco, in montagna, lungo mare, a cui, a seconda della situazione dove ci troviamo, è bene associare il giusto abbigliamento (componente importante), dalla Nuova Zelanda si sta affacciando, un po’ in sordina, anche dalle nostre parti, una nuova pratica. Si tratta della camminata senza scarpe, o ancor meglio a piedi scalzi. Il suo nome è barefooting. Per ora i luoghi pubblicizzati per questo tipo di attività in Italia non sono molti. Ne citiamo alcuni : le dune di sabbia della spiaggia sarda di Su Giudeu di Chia (CA), il percorso Kneipp vista Dolomiti in Provincia di Bolzano, il parco naturale dell’Hotel Castello di Petroia ( Pg) tra Gubbio ed Assisi, sui ciottoli lavici della spiaggia Nera di Maratea.

Personalmente ancora non l’ho provata, ma in giro se ne dice un gran bene. Camminare a piedi nudi, oltre che rappresentare una forma di libertà e di rapporto intimo con la natura, pare che stimoli le capacità percettive, la circolazione del sistema sanguigno e linfatico.

Luoghi ideali per cominciare a  praticare il barefooting sono l’erba, in particolare quella appena tagliata e la spiaggia. E’ vero che le scarpe proteggono, ed oggi la tecnologia ci offre prodotti sempre più avvolgenti per il nostro piede, ma talvolta ci limitano.

E per finire alcune  Istruzioni per l’uso del barefooting. Ci viene consigliato un approccio graduale, meglio se nel periodo estivo. Col tempo, poi si riuscirà a vivere e camminare a piedi nudi anche con temperature esterne fino ai 5/6°. Approccio che dovrà iniziare dalle superfici più facili come la sabbia, per poi passare all’erba, alla terra ed infine alla roccia. La guida di un auto a piedi scalzi potrebbe rappresentare una buona occasione per provare, tanto più che il Codice della Strada non elenca nessun divieto esplicito alla guida senza calzature. Una volta passati al Barefooter, importante è avere una certa attenzione a dove si posano i piedi e comunque è importante dotarsi di un piccolo kit di emergenza composto da pinzette e cerotti disinfettanti per un primo e rapido intervento.

 

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