Settimana lavorativa ridotta: solo un lontano sogno?

Loro sono stati i pionieri. Loro chi e di cosa?

Loro sono la Perpetual Guardian, una media azienda di servizi della Nuova Zelanda con oltre 200 dipendenti. Pionieri perché hanno esplorato per alcuni mesi un nuovo modo di intendere il lavoro, un progetto denominato 4 Day week

I primi mesi del 2018 hanno lanciato un esperimento, che può definirsi una vera e propria “prova mondiale”. Hanno concesso a tutti i dipendenti la possibilità di lavorare 4 giorni per settimana, dal lunedì al giovedì, essendo pagati comunque per una settimana lavorativa di 5 giorni.

E questo perché? Perché il suo fondatore, un tale Andrew Barnes, ha voluto testare l’effetto che avrebbe avuto sulla vita della persona, lavorativa e non.

Lasciare più spazio alla vita personale, soprattutto agli impegni familiari, per poi avere la massima collaborazione nei giorni in cui si è effettivamente a lavoro.

A giugno sono state tirate le conclusioni che hanno portato a risultati molto incoraggianti.

L’80% dei dipendenti ha riferito di sentirsi meno stressato, più soddisfatto in generale, con la conseguenza di risultare più produttivo ed impegnato sul lavoro. Perché avendo un giorno in più a disposizione,  le tante incombenze familiari, a volte prima condotte durante l’orario di lavoro, vengono ora concentrate nel giorno di ferie avuto gratuitamente nella settimana.

Così la Perpetual Guardian sta lavorando per portare in modo permanente la settimana lavorativa di 4 giorni, sperando che il loro modello ispirerà altre aziende vicine e lontane.

Non sappiamo se alla fine l’eco di tale idea potrà giungere anche nel nostro continente, visto che la Nuova Zelanda è una terra così lontana, dove i primi uomini sono arrivati tardissimo, più o meno un migliaio di anni fa. E l’iniziativa sembra più che altro un sogno, vedendo in giro i tanti modi in cui il personale viene sfruttato, con la scusante della crisi mondiale.

In Italia c’è da dire che un giurista e membro del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna, Piergiovanni Alleva, per combattere la disoccupazione, stava lavorando ad una proposta di legge per ridurre la settimana lavorativa da cinque a quattro giorni, per cercare di combattere il fenomeno della disoccupazione, sfruttando uno strumento già esistente e cioè il contratto di solidarietà espansiva, con l’intento di creare un posto di lavoro in più ogni quattro occupati. Anche questa sarebbe una iniziativa interessante da sviluppare.

Forse è tutto un lontano sogno…che arriva dalla Nuova Zelanda.

No, non è così. Perché segnali ci sono anche nel vecchio continente. In Germania, alla Jobroller di Straubing, dallo scorso ottobre, un’azienda di reclutamento del personale con una decina di dipendenti, il capo ha messo in pratica una iniziativa simile ai 4 Day week. Lavorare 30 ore per settimana invece di quaranta, con lo stesso stipendio, però su cinque giorni. Ma ad un’unica condizione. In ufficio è severamente vietato l’uso del cellulare, come pure è impossibile connettersi a facebook, whatsapp ed inviare mail personali. Ed inoltre non si può fare la pausa pranzo.

Due turni a scelta: dalle 8 alle 14 oppure dalle 11 alle 17. Sei ore filate lavorate ma pagate otto, in cambio di nessuna distrazione.

Settimana lavorativa ridotta: non solo un lontano sogno…

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