Sempre quelli siamo

Il Governo De Gasperi II è stato il primo governo della Repubblica Italiana, costituito dopo il referendum del 2 giugno 1946. Rimase in carica dal 14 luglio 1946 al 2 febbraio 1947, per soli 203 giorni, ovvero poco più di 6 mesi.

Da li ad oggi, in 73 anni, si sono alternati 65 governi. Un numero di governi, rispetto agli anni, illogico, che dimostra l’instabilità politica di un paese, l’Italia, situazione, questa, non riscontrabile in nessun altro paese al mondo.

Sempre la storia ci ha lasciato un commento, che sembra di poco conto anche perché rilasciato da una persona anonima. Ma da quello invece dobbiamo ripartire e dobbiamo riflettere. Una guida turistica (all’epoca ruolo privilegiato!) inglese, nel lontano 1903, riferendosi all’Italia, la rappresentava come… una penisola regionalistica, dove ogni regione ha il suo modo di pensare

E’ vero, siamo proprio una penisola regionalistica, che solo in pochissimi casi (soprattutto nei momenti immediatamente successivi alle tante tragedie) dimostra di essere un unico paese.

Ma forse siamo ancora qualcosina di peggio di una penisola regionalistica. Siamo forse come un condominio, condomini interessati alla propria proprietà e poco altro, spesso menefreghisti verso gli altri e verso i beni comuni, che diamo il peggio di noi nelle assemblee (condominiali) e nelle votazioni finali.

Così anche il governo attuale, di coalizione M5S-Lega, così detto del cambiamento, in carica dal 1° giugno 2018, dopo i primi giorni di euforia e di grandi speranze, si è impantanato nelle sabbie mobili di un terreno, posto in un paese che ancora è mal organizzato, burocratico, menefreghista e pieno di sperperi. E per uscirne, gli stessi partiti di governo, stanno attendendo che venga loro lanciata una bella corda, lunga e resistente, attraverso il voto del 26 maggio. Elezioni, per giunta europee, ma ciò nonostante fin dall’insediamento del governo Conte, sono state periodicamente richiamate ed utilizzate come punto di arrivo intermedio, quasi come un’oasi a cui rifocillarsi e riprendere carica, come se una legislatura completa (5 anni) fosse un percorso troppo lungo, impensabile da raggiungere con la stessa squadra.

Ma noi, cittadini, ci dobbiamo preparare, in quanto potrebbe capitare di trovarci nel bel mezzo di una nuova crisi di governo e poi di un nuovo governo, se non di elezioni anticipate, proprio dopo la fatidica data del 26 maggio.

Quindi, alla fine, siamo sempre gli stessi, sempre quelli siamo.

 

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