Semplici consumatori o appassionati clienti/soci/lavoratori?

Spesa per gli alimenti, ma quanto ci costi! Anche perché risparmiare sul cibo richiede un occhio di riguardo in più, visto che ne va di mezzo la salute.

Il peso economico della spesa varia da diversi fattori tra cui: l’artigianalità o l’industrializzazione del prodotto da consumare, la zona in cui si effettua la spesa (se con ampia o ristretta concorrenza), la localizzazione geografica in cui ci troviamo (Nord, Centro, Sud).

La gastronomia emiliana è un emblema, un simbolo, non solo in Italia ma anche nel mondo. Così dopo F.ICO. (fabbrica italiana contadina), parco a tema unico al mondo, da poco inaugurato, Bologna ci riprova, sempre con il cibo, con un progetto, al momento battezzato “Camilla”, che ha come finalità la costruzione di un supermercato cooperativo, partecipativo e solidale.

Stavolta quello di Bologna non è il primo ed unico progetto, ma dovrebbe diventare la copia di pochissimi esemplari che si trovano in giro per il mondo. Il primo, Food Coop, lo storico, esiste dal 1973 a New York  e pare sia il supermercato economicamente più efficiente degli Stati Uniti. A Parigi, La Louve, il secondo, è sorto poco più di un anno fa e può considerarsi ancora in prova, mentre da poco tempo anche a Bruxelles si cerca di ribadirlo. 

 

Camilla, a Bologna, è il nome del progetto di consumo critico e solidale, che vuole essere realizzato da Alchemilla GAS e dall’Associazione Campi Aperti.

 

 

Ora vi raccontiamo in breve come l’idea viene attuata e come funziona. I punti base sono questi:

  • Prezzi bassi
  • Qualità elevata
  • Clienti/soci/lavoratori

In pratica si tratta di un supermercato che ha pochissimi dipendenti, in quanto i lavoratori sono per la maggior parte gli stessi soci della cooperativa, che sono anche gli unici consumatori. Chi si vuole associare (la cooperativa è aperta a tutti) deve impegnarsi a lavorare qualche ora (3 o 4) tutti mesi, da volontario, per il supermercato. Ad ognuno sarà assegnato un compito in base anche al proprio bagaglio professionale o alla propria intenzione (esempio cassa, pulizie, magazzino, acquisti, riempimento scaffalature, affari contabili). Ed ogni membro può offrire anche prodotti da vendere.

Per poter fare la spesa è quindi obbligatorio partecipare attivamente al progetto. Altrimenti non si entra. E non ci sono limiti al numero delle adesioni. A Parigi, La Louve, questo è il nome del supermercato cooperativo ancora in rodaggio, sono già iscritti quasi 6mila membri.

Per spiegare i punti base sopra descritti, nonostante la qualità elevata (che si paga più cara), che viene ricercata con l’offerta soprattutto di prodotti biologici, artigianali o locali, i prezzi bassi sono la diretta conseguenza dei costi di gestione molto inferiori rispetto altri supermarket, in quanto l’opera volontaria e non retribuita dei soci/lavoratori, che alla fine sono anche i clienti, è fondamentale.

 

Così siamo di fronte ad un vero progetto in cui il supermercato è davvero tuo e la soddisfazione sta nella comunione di intenti con tutti gli altri soci per comprare prodotti buoni, freschi ed etici a prezzi molto competitivi.

 

Che ne dite? Meglio restare semplici consumatori o appassionarsi in un avventura che ci impegna un po’ di tempo ma che ci può gratificare sia da un punto di vista sociale che da quello economico? 

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