Sarà forse il sogno di un’Italia diversa

Nel pezzo di alcuni mesi fa “Chi votereste oggi alle politiche?” ci eravamo addentrati in una disamina degli attori della politica italiana, con la conclusione che alla fine, alle prossime elezioni, dovremo scegliere il meno peggio, anche se, pensandoci bene, il candidato ideale, espressione della coscienza di ognuno, raramente esiste.

Il nostro voto, è bene tenerlo in considerazione, è per prendere quella che riteniamo la miglior proposta possibile tra quelle disponibili sulla scheda elettorale e non quella ideale per noi. Così si può concludere che, per chi ancora va a votare, votiamo il meno peggio perché l’alternativa può essere ancora peggiore.

Recentemente si sono concluse le elezioni amministrative (ben diverse dalle politiche), che hanno ancor di più aggrovigliato un contesto politico già pieno di contrasti e diversità di pensiero, anche all’interno di uno stesso schieramento.

Ed allora per un attimo ho sognato, rivisitando l’ascesa di Emmanuel Macron, che in Francia è arrivato alla Presidenza della Repubblica, attraverso un movimento, “En Marche!”, creato dal nulla, senza avere oltretutto alle spalle l’organizzazione di un partito, ma aiutato soltanto da molti giovanissimi consiglieri. Ex consigliere di François Hollande ed ex ministro dell’Economia, il suo movimento, ha cercato di radunare, alla fine riuscendoci, social-democratici, liberali, centristi, ecologisti e cittadini senza tessera politica.

Né di destra, né di sinistra, convinto europeista, Macron non sembra retorico e dice soprattutto cose concrete.

Dalla concretezza, dalla non retorica, il sogno ha attraversato il confine fino a giungere in Italia e mi ha portato ad immaginare per il nostro paese un nuovo movimento formato soprattutto da cittadini senza tessera politica, con al vertice una persona che abbia dimostrato di essere non solo concreto e non retorica, ma soprattutto dalla parte dell’onesto cittadino. La persona in questione all’inizio è lontana non si distingue bene, poi via via si avvicina ed è rappresentata dalla figura di Tito Boeri, professore ordinario di economia alla Bocconi (il primo ad introdurre un corso di laurea economica in lingua inglese), attuale presidente dell’Inps.

Tito Boeri ideologicamente si ritiene un liberale di sinistra, soprattutto per le sue proposte di riforma del mercato del lavoro, ma come abbiamo visto anche recentemente, è più che altro un uomo al di fuori della politica da cui si è sempre dichiarato libero, tanto da andare spesso in contrasto con la stessa classe politica, la quale lo aveva nominato ai vertici dell’Inps, ma oggi lo accusa di troppi sconfinamenti territoriali.

Sarà forse il sogno di un’Italia diversa, trasparente, calata nella realtà, con un modello di vita sostenibile, dove chi si trova al governo del paese possa contribuire alla ricostruzione morale dell’Italia e degli italiani, di cui oggi si avverte un gran bisogno. Non è un caso che sia apparso proprio Boeri.

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