Salviamo l’apprendistato nell’artigianato

Da noi tanti giovani e meno giovani a spasso, tanti immigrati a spasso, ma l’apprendistato nell’artigianato è crollato. Oggi gli apprendisti sono solo 1/5 rispetto al passato.immagine

Una volta gli artigiani allevavano i ragazzi, insegnando loro un mestiere; così dopo alcuni anni gli apprendisti erano pronti per entrare a tutti gli effetti nel ciclo del lavoro. Ma l’importanza dell’apprendistato nell’artigianato derivava dal fatto che si trasmetteva il saper costruire, il saper creare, il saper realizzare, il saper recuperare, oggetti ed opere.

Tra il 1970 ed il 2015 il numero degli apprendisti è crollato del 43%.

Un po’ perché molte delle aziende artigiane sono chiuse o sono sommerse dai problemi di incasso dei lavori, dalle questioni burocratiche e dagli impegni fiscali; tutto ciò quindi fa sì che l’unico fine a cui sono rivolte è quello di lottare per la sopravvivenza.

Un po’ perché ormai in giro l’occupazione di un’azienda artigiana è vista come una soluzione di estremo ripiego e non come un riconoscimento sociale di una professione dove la manualità rappresenta quel valore aggiunto, un tempo conquistato dagli artigiani italiani in tutto il mondo.

immagine2L’artigianato di qualità va quindi rilanciato. Ridare dignità, ridare valore sociale, anche attraverso incentivi appositamente creati per far tornare soprattutto i giovani nelle botteghe, per imparare un mestiere.

Ma non solo. Anche le stesse botteghe devono essere salvaguardate e devono beneficiare di apposite leggi che favoriscano il mantenimento dell’attività.

Queste come molte altre tradizioni italiane devono restate vive. La lotta alla disoccupazione passa anche da qua.

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