Responsabilità politica e responsabilità giuridica

Tante volte partiti e politici ritornano a rivendicare, anche giustamente, l’autonomia della politica rispetto alla magistratura.

Tante volte abbiamo sentito dirigenti pubblici, politici, ministri, trincerarsi dietro al non sono stato indagato, al non ho avuto un avviso di garanzia, al non ho commesso il fatto, così da farsi forte per proseguire a testa alta la propria azione politica, buona o pessima che sia.

Ma troppe volte dietro le categorie della responsabilità giuridica, la stessa politica trova le giustificazioni per declinare l’altra responsabilità, quella politica, altrettanto importante.

Così spesso abbiamo visto politici sottrarsi dal giudizio politico di responsabilità in quanto non indagati o non condannati.

Ma in questi momenti, particolarmente duri e complicati, la sola responsabilità giuridica non può bastare. Mai come oggi c’è bisogno di “rendere il conto” alla collettività, senza compromessi.

Non possiamo tacere ed accettare amministratori pubblici che forniscono mezze verità e scuse pretestuose. Non possiamo tacere ed accettare amministratori pubblici superficiali, che dimostrano mancanza di approfondimento ed approssimazione. Se non sono in grado o dimostrano di non esserlo, devono dimettersi o devono essere allontanati, senza indugio.

La situazione è delicata e, per uscirne fuori, non basteranno, ma sono necessarie guide giuste e se possibile sapienti, cioè con una forte responsabilità politica, oltre che giuridica, naturalmente.

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