Quando il benessere forse è troppo

Nel 2013 avemmo l’ispirazione di chiamare il nostro blog “fuga dal benessere”, perché quella sensazione di benessere intorno a noi che si stava “sciogliendo” come neve al sole, era già molto viva.

Tutti alla ricerca del massimo benessere, di quel benessere emozionale che non sappiamo più dove ricercare, sempre di fretta, da un posto all’altro, da un oggetto all’altro, da un compagno all’altro.

La nostra è divenuta la società dei consumi, degli “eccessi”, ed il normale, il senso della misura e del limite, rimane per coloro che vengono bollati come antichi, superati.

Leggiamo di appuntamenti sui social per risse in strada tra bande di adolescenti per divertirsi e sfuggire alla noia; sentiamo che a scuola, i professori sono “ostaggio” di studenti e di genitori, perché tutto è loro dovuto; vediamo proprietari di animali che a volte cadono nel “patologico” nel considerarli, con un attaccamento morboso, che quasi li porta all’isolamento dalla società; notiamo sempre più gente in giro che cerca di evitare di assumersi oneri e responsabilità, mettendo avanti a tutto le pretese ( oltre gli effettivi diritti). E si potrebbe andare avanti ancora molto.

Cavalchiamo la modernità ma non ci rendiamo conto dei rischi a cui stiamo andando incontro.

La società dei consumi come ben vediamo è in declino, perché alcuni dei vantaggi che ha prodotto si stanno traducendo in danni, mentre alcune conquiste raggiunte faticosamente stanno diventando delle perdite.

Rivalutare il senso della misura e del limite, così da vedere le cose in prospettiva futura, misurando con equilibrio il momento e le situazioni sulle quali è bene risparmiare o investire, sapendo apprezzare il duro lavoro ed il massimo impegno.

Queste, alcune delle caratteristiche che vanno riscoperte, quando il benessere, attorno a noi, apparentemente è diventato troppo.

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