Quali possibili scenari futuri ?

Francamente non so da che parte cominciare. Un po’ di fastidio nel pensare e scrivere su certi argomenti  mi viene.

Vorrei rispondere con sicurezza, ma temo sia impossibile.  La domanda, che spesso ritorna è questa : quali possibili scenari futuri ci aspettano ?

Partiamo da alcuni dati di fatto, che oggi sono abbastanza evidenti.

Il primo è quello che la tecnologia ha scisso in due  tronconi interi settori dell’economia. Il “vecchio” modello classico di proporsi è stato affiancato e poi superato dal “nuovo” modello tecnologicamente avanzato . Ne sono esempi eclatanti il turismo, l’ospitalità, l’informazione, l’intrattenimento, la mobilità e perché no anche il cibo. Se da un lato ciò ha portato dei benefici agli utenti finali, che rapidamente riescono, senza intermediari,  a concludere oppure ad  ottenere le informazioni cercate, dall’altro lato ritroviamo una certa confusione non solo nelle grandi industrie come ad esempio quelle degli alberghi, dei taxi o delle agenzie viaggi, ma anche nel nostro piccolo, nel vivere quotidiano, ne è prova  il modo di guadagnarsi da vivere oppure quello di dove abitare. Infatti l’economia collaborativa sta facendo unire le forze di molti per ritrovare le giuste contromosse alla attuale crisi, ma anche è innegabile  che l’austerità per i meno fortunati ha portato a precarizzazione e disuguaglianza sociale. Per esempio ci sono persone che stanno trasformando le loro cucine in ristoranti, le loro case in alberghi,  le loro auto in taxi collettivi, i loro dati personali e le loro caratteristiche in rilevamenti statistici e di marketing di terzi.

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Credo che ormai sia chiaro per tutti che le previsioni di rilancio  troppo spesso sbandierate, sono sostituite con prospettive di economia a bassa crescita e  con un mercato del lavoro che purtroppo tenderà ad assottigliarsi sempre più.

Ed allora dobbiamo tornare alla domanda a cui ancora non abbiamo risposto. Quali possibili scenari futuri ci aspettano ?

Con le premesse di cui sopra , senza fare grossi proclami, pensiamo che il paese debba ripartire dalla necessità di conoscere ed applicare nuovi modelli di impresa, soprattutto nelle zone in cui il mercato stenta, come ad esempio nei piccoli centri, nella aree rurali, nelle periferie.

Nuovi modelli di impresa che dovranno  avere come base la condivisione del sapere,  che si amplifica grazie a più relazioni e meno regole, con vista più su situazioni da risolvere e meno su pianificazioni di un  qualcosa che risulta astratto e che non è presente in mezzo a noi.

Il tutto associato ad una diversa visione ed a nuove abitudini, che vanno giocoforza verso differenti stili di vita, rivolti ad un maggiore impegno sociale e di comunità.

Piccoli passi di molti, nella stessa direzione, per un futuro che … guarda vicino ma arriva lontano.

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