Il nuovo punto di incontro tra banche ed aziende

Le aziende e le banche. Si, ritorniamo di nuovo sull’argomento perché nonostante il tempo inesorabilmente trascorra, non si è trovata ancora la quadra. Gli strascichi della crisi, o per meglio dire, la ristrutturazione mondiale che nel sistema industriale, economico e finanziario è stata prodotta con la crisi, pare non abbia delineato la nuova missione ed il futuro delle aziende e delle banche rimaste in Italia.

Le imprese italiane, nella maggior parte dei casi ancora parecchio arretrate da un punto di vista dei metodi di lavoro e del coinvolgimento dei lavoratori nei processi decisionali aziendali, inconsapevolmente soffrono della loro ermeticità nel condividere all’esterno notizie e numeri che potrebbero essere invece apprezzati o vagliati per favorire nuove forme di aiuto, visto che il mercato, ormai globalizzato, periodicamente rilascia qualcosa di nuovo, che non sempre è facile controllare o soltanto capire con prontezza.

Le banche invece, che negli ultimi anni si sono giustamente adeguate dal punto di vista dell’informatizzazione dei servizi, stentano a trovare la loro giusta nuova collocazione nei mercati che, non solo sono profondamente mutati, ma risentono oltretutto delle numerose “scottature” che il sistema finanziario stesso si è voluto in certi casi quasi auto-procurare.

Così molte aziende e quasi tutti gli istituti di credito stanno ancora vagando in cerca di un punto di incontro, che al momento pare ancora lontano. E questa incertezza purtroppo continua a far perdere quote significative di mercato per tutti.

Ed allora nuovamente ci rifacciamo al sistema tedesco, strutturato in maniera tale che le banche arrivano a partecipare attivamente e consapevolmente alla gestione dell’impresa sua cliente, cercando di interpretarne i risvolti e le necessità, anche attraverso un’adeguata copertura finanziaria. Di fatto un consulente, oppure ancor meglio lo possiamo chiamare con un ulteriore socio, che segue molto da vicino, quasi giorno per giorno, l’andamento reale dell’attività industriale o commerciale. Processo questo che alla fine porta ad un risultato positivo sia per l’azienda che riceve assistenza e sostegno finanziario, che per la banca che effettua i propri impieghi di capitale, con la consapevolezza di aver scelto la clientela con cognizione di causa.

Dunque il punto di incontro sembrerebbe trovato. Aziende che arrivano ad aprirsi all’esterno rendendosi trasparenti in tutto e per tutto, anche attraverso una più efficiente organizzazione generale e banche che si adeguano a ciò, formando personale o ancor meglio attingendo dal mercato vicino all’impresa, per assistere quasi quotidianamente soprattutto le aziende più tentennanti, al fine di provare a rivitalizzare sia il settore industriale/commerciale che di riflesso anche quello creditizio.

E’ inutile, come sta avvenendo oggi, che le banche vadano ad offrire somme a chi non ne ha bisogno, non prendendo in considerazione quanti invece sono alla ricerca di finanziamenti, come pure è altrettanto vero che per poter essere aiutate, le aziende devono poter giocare a carte scoperte, permettendo alla controparte finanziatrice di capire come davvero stanno le cose, per poi partecipare senza più dubbi o incertezze alle attività strategiche di rilancio.   

Da dove cominciare per poter cambiare e raggiungere il punto di incontro tra imprese e banche? Prima di tutto dalla mentalità della classe dirigente sia dell’impresa che della banca che deve rivedere oltre ai programmi ed alla organizzazione, anche il modo di approcciare un mondo, quello dei mercati, completamente cambiato. Oltrepassato questo scoglio tutto sarà più semplice e veloce.  

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