Business Plan bici e ciclisti

 

Visione d’insieme

Creazione di parcheggi per biciclette  ed,  eventualmente, per scooter,    “sicuri “ e  “riparati” ( dai furti, dai vandali  e dagli  eventi atmosferici ),  distribuiti secondo un’attenta pianificazione, soprattutto nei luoghi di interscambio,  per permettere la sosta ai mezzi,  in prossimità delle destinazioni,  per periodi di tempo brevi o lunghi.  In aggiunta a ciò si prevedono servizi e  forme di assistenza per i ciclisti  .

Contesto ed obiettivo

Forse anche grazie alla creazione di alcune piste ciclabili, l’uso delle bici negli ultimi anni in Italia  è cresciuto notevolmente. Dopo un periodo, forse riferibile al boom economico, in cui erano state in parte messe da parte, negli ultimi anni c’è stato un importante ritorno alle due ruote, mezzo di trasporto utilizzato sia per lo spostamento casa-lavoro che nei momenti di svago.  In centro città   soprattutto, ma in alcuni casi  nella prima periferia ( nei pressi dei grandi parcheggi per auto , scuole, stazione ferroviaria , enti ecc.),  troviamo soltanto sistemi ( all’aperto ) per sostenere le bici,  mantenendole in piedi. Per il resto le bici sono parcheggiate ogni dove,  alla mercé delle intemperie ma soprattutto dei  furti,  totali o parziali  ( che lasciano sul campo scheletri di telaio veramente deprimenti da vedere ),

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da cui oggi è veramente difficile salvarsi.  Oltre a ciò la crescita nell’utilizzo delle bici, in certi casi,  pone dei problemi di  decoro urbano, visto che la sosta di molti mezzi non è  stata pensata e pertanto  regolamentata od agevolata.

Obiettivo:

Vista :

 – la possibilità offerte dal territorio e dalle recenti costruzioni  di piste ciclabili,  come pure ai progetti per realizzarne altri, anche  in sinergia tra più Comuni;
 – la nuova consapevolezza dell’individuo di  utilizzare un mezzo salutare , funzionale e perché no, alla moda;
 – la possibilità di utilizzare anche le nuove  biciclette elettriche a pedalata assistita, che garantiscono buone prestazioni con minore sforzo fisico ;
 – la molteplice offerta sul mercato di biciclette con prezzi che possono arrivare anche ad alcune migliaia di euro;


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riteniamo che sia giunto il momento di proporre politiche  di :

 – sviluppo di aree di parcheggio fisse come pure mobili ( installate  in concomitanza di eventi importanti ), per lunga o breve sosta;
 – organizzazione ed assistenza all’utente delle due ruote ( esempio assicurazione contro i furti, manutenzione, sostituzione del mezzo, intervento nei casi di necessità ).

Implementazione

Anche se non spetta a noi trattare l’argomento, consigliamo ed auspichiamo che il Comune possa dotarsi di un  regolamento comunale che preveda , almeno  per le nuove costruzioni ( condomini ad uso residenziale o commerciale ), l’obbligo di creare apposite aree protette per il ricovero di tutti i mezzi a due ruote presenti in maniera fissa o temporanea , all’interno della proprietà condominiale.

Il punto da dove iniziare la nostra proposta è quello che indica la  necessità di realizzare nuovi parcheggi di prossimità delle biciclette.

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Cioè depositi al chiuso o in aree protette, in spazi facilmente accessibili, ben visibili e vicino alla strada. Chiaramente tali depositi non dovrebbero  essere distanti a piedi dal luogo di interscambio ( stazione per treni ed autobus, parcheggi ecc. ) o dai centri storici, scolastici, di lavoro o commerciali,    più di 150/200 metri  per non scoraggiare l’utente.  Le aree utilizzabili come depositi per le biciclette o per gli scooter, dovrebbero essere  individuate con la collaborazione di tutti gli Enti ( Comuni, Province, Regioni, Stato ), dei centri parrocchiali , degli  Amministratori di Condominio, delle Associazioni sportive e culturali ecc. , riconvertendo, per esempio, spazi come :

 – magazzini  o depositi in disuso pubblici o privati;
 – cantine di grandi edifici pubblici o privati;
 – aree di centri parrocchiali;
 – aree di plessi scolastici;
 – aree private di condomini.

Gli interventi sulle strutture potrebbero essere effettuati in economia, per lo stretto necessario alla funzionalità dell’ambiente . L’individuazione dei siti dei di deposito dovrebbe essere decisa dopo un’attenta  pianificazione .

Solo in una fase successiva, si potrebbero organizzare anche altri tipi di deposito di biciclette, come ad esempio le cupole;

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strutture coperte, sicure,  che arrivano a contenere al massimo una decina di biciclette, che possono essere posizionate in genere negli spazi per parcheggi delle auto. Le cupole, in genere sono collocate  in aree lontane dai parcheggi di prossimità. Tali strutture hanno un costo di realizzazione difficilmente sostenibile, senza un contributo pubblico o una tariffa oraria che porti ad ammortizzare l’investimento in tempi non lunghi.

Altro tipo di custodia potrebbe essere ideato ed organizzato in concomitanza di eventi importanti, con un apposito spazio per le biciclette, per l’occasione custodito,  che dovrà essere individuato ed allestito, se già presente, oppure creato per mezzo di una recinzione temporanea.

Oltre a ciò il piano  prevede  di organizzare vari  servizi ed assistenza per il fruitore dei parcheggi di prossimità. Ne elenchiamo alcuni :

 – assicurazione della bicicletta posseduta e sugli infortuni del  ciclista;
 – assistenza al ciclista  con mezzo di soccorso in caso di foratura o rottura del mezzo ;
 – sostituzione temporanea del mezzo nei casi di necessità;
 – creazione di spazi ad uso officina nei parcheggi di prossimità per interventi diretti.

Una ulteriore attività  dovrebbe essere quella del recupero per  strada di quei mezzi abbandonati o rubati, integri o a pezzi che potranno essere destinati alla demolizione oppure al riuso come mezzo, dopo adeguato ricondizionamento, nei casi di necessità ( bici in sostituzione, in affitto ecc. ) . Riuso che potrebbe essere organizzato anche come noleggio di biciclette per brevi ed imprevisti spostamenti,  con possibilità di ritirare i mezzi in uno dei parcheggi di prossimità e di riconsegnarli allo stesso punto oppure ad un diverso parcheggio di prossimità.

Soggetti interessati

Solo una sinergia tra pubblico e privato potrà fornire tutti gli strumenti alla riuscita di un progetto, nuovo per la nostra città e forse uno dei pochi in Italia, ma già ampiamente sperimentato in molti altri stati europei, con ottimi risultati. Progetto che inizialmente potrà sembrare non particolarmente interessante e complicato  ma che alla lunga porterà risultati oltre le più rosee aspettative, facendo alzare di parecchi punti il tasso di possesso e di utilizzo di bici nella nostra città.

Gestione

Per mezzo di una società privata, l’attività, di concerto con le amministrazioni pubbliche,  dovrebbe essere organizzata con un numero iniziale  di poche unità (2/3).

Sarebbe indicata una forza lavoro flessibile,  possibilmente con le seguenti capacità :

 – artigianali (fabbro, falegname, riparatore di bici, assistenza in strada, verifica dei parcheggi di prossimità);
 – informatiche ed uno spiccato  interesse verso le  nuove tecnologie;
 – impiegato d’ordine;
 – responsabile per i rapporti esterni e per la parte contrattualistica in genere.

La sicurezza dei parcheggi di prossimità dovrebbe essere assicurata per mezzo di telecamere a circuito chiuso collegate via internet all’ufficio centrale,  come pure per mezzo di accessi con chiavi o di dispositivi elettronici, forniti al momento del contratto che il soggetto interessato stipulerebbe con la società di gestione.

L’attività dovrebbe alimentarsi con un costo di abbonamento al di sotto delle 50 euro annue,  e che potrà variare  in base alla modulazione dei servizi offerti ( deposito, assicurazione, assistenza, sostituzione mezzo ecc. ).

Altri introiti potrebbero derivare da  :

 – sponsorizzazioni e pubblicità riferite al settore a cui ci rivolgiamo da installare all’interno o nei pressi dei depositi di prossimità,
 – contributi pubblici sia nazionali che europei
 – noleggio dei mezzi

 

 

 

Business plan cucina

 

Premessa

Falso parmigiano, imitazioni di prosciutti di San Daniele o di mozzarelle di bufale . Ecco alcuni esempi con cui la cucina italiana viene sfregiata. Ma non solo. Locali in cui dicono di cucinare italiano, quando di italiano c’è solo il nome.

Soltanto 40 volte sul 100 la cucina italiana all’estero sarebbe ben interpretata, anche se negli ultimi anni per esempio nei ristoranti statunitensi top c’è stata una importante crescita della qualità improntata ad un’offerta gastronomica legata al recupero dell’identità regionale.

Tra le cucine del territorio più diffuse, al primo poCibosto troviamo a pari merito quella emiliano-romagnola e quella toscana

Oltretutto la dieta mediterranea è stata proclamata dall’UNESCO Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Ispirata ai modelli di alimentazione dei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo ( Italia, Spagna, Grecia, Marocco, Cipro, Croazia) è considerata un vero e proprio elisir di lunga vita.

Ma quando si parla di dieta mediterranea si parla inevitabilmente di Italia. È noto che il Bel Paese è il luogo in cui si mangia meglio nel mondo. Tutti cercano di imitare i prodotti italiani e riproporre a tavola pietanze dal gusto Italico, spesso senza ottenere il giusto risultato.

Per questo molti Italiani  hanno iniziato a investire nelle scuole di cucina e nelle italian cooking class. Strutture ricettive, chef di fama mondiale e non solo, associazioni culturali ed enti pubblici organizzano corsi medio-brevi per imparare a cucinare il vero made in Italy.Cibo1

Si svolgono in Italia  e sono rivolti ai turisti ma c’è da sapere che anche all’estero esistono delle italian cooking class rivolte ai professionisti della ristorazione e a tutti coloro che sono appassionati di gastronomia. Si può scegliere di vivere la cucina italiana nel paese della pizza magari abbinando il corso a un bella vacanza oppure di starsene comodamente nella propria città all’estero e frequentare le lezioni.

Ad esempio la scuola internazionale di cucina italiana organizza corsi a Hong Kong, Shangai, Pechino, Singapore, Seoul, Mosca, Cracovia, Madrid, Toronto, Montréal, Sidney, Vilnius, Mexico City, Bucarest ed in molte altre città del mondo. Il tutto con rilascio di qualifica e certificazione.Cibo2

E’ di questi tempi anche la presentazione a Roma  dell’app “Ristoranti italiani nel mondo “  acuiha preso parte ancheil Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina.

 

Obiettivi

Il progetto in questione convoglia diversi obiettivi primari.

Li elenchiamo in ordine di importanza :

– Esportare all’estero i prodotti tipici  locali, toscani e tosco-emiliani, soprattutto prodotti da piccoli coltivatori ed allevatori;
 – Esportare all’estero i piatti tipici locali, toscani e tosco-emiliani, insegnando la giusta cucina, tramite soggetti legati ad una identità regionale;
 – Tramite le materie prime ed i piatti già preparati far conoscere all’estero le realtà turistico-ricettive locali;
 – promuovere un interscambio culturale e turistico con i paesi e con i soggetti ai quali ci si rivolge, senza limitarsi alla mera attività commerciale.

Proposta

La proposta pratica si dovrebbe articolare come segue.

Una società di servizi costituita in Italia, dovrebbe organizzare ed associare,  soprattutto nelle zone ( emiliano-romagnola e toscana )  interessate al progetto, un insieme di piccoli agricoltori ed allevatori, disponibili a convogliare una parte dei propri prodotti per le iniziative che la stessa società riuscirà ad organizzare.

Nel contempo la società ricercherà esperti in cucina locale disposti non solo  a presentare le specialità ma anche ad insegnare a cucinare . Tali attività dovranno essere svolte all’estero periodicamente ( esempio una o due volte al mese ), nei ristoranti di cucina locale oppure in altri locali che verranno adibiti alla ristorazione per l’occasione, dove periodicamente si assaggeranno i piatti della gastronomia toscana,  tosco-emiliana ed emiliana-romagnola, con l’utilizzo esclusivo dei prodotti raccolti con l’associazione di piccoli produttori appositamente creata  .Cibo3

Per permettere ciò è necessario instaurare rapporti di interscambio con personale del mondo turistico e gastronomico delle città straniere in cui si è interessati a proporci.

Questo tipo di iniziative, se gestite al meglio, potrebbero portare a :

– un flusso costante negli  ordini di materie prime per i produttori, gestiti attraverso la società;
 – un lavoro costante anche per gli chef, che se apprezzati, potranno spostare le loro dimostrazioni di città in città;
 – una pubblicità importante per la zona di provenienza dei prodotti e degli chef, che potrebbero essere visitate, creando un flusso turistico importante ( agriturismi, fattorie ecc. );

Chiaramente una iniziativa di questo genere comporta che per le dimostrazioni, da effettuare una o due volte al mese, nei ristoranti o locali con i quali ci si è accordati, sarà necessaria una discreta organizzazione generale  e soprattutto la possibilità di utilizzare i prodotti ancora freschi portati dall’Italia.

 

 

Business Plan  “Attivi tutta la vita”

 

Illustrazione generale 

Partiamo dai recenti studi a livello europeo.

Gli sviluppi demografici in atto in Europa rischiano di minacciare seriamente la sopravvivenza del welfare europeo qualora non siano rapidamente attuate delle riforme. Alla base del problema troviamo la contemporanea  riduzione dei tassi di natalità e l’innalzamento  dell’aspettativa di vita. Questo molto probabilmente porterà ad un maggior fabbisogno di impiego visto che in Europa il futuro è molto incerto e non si prevede una importante crescita economica.
In genere gli europei:Anziani1

 – concordano sul fatto che nel corso dei prossimi decenni i governi nazionali non saranno in grado di pagare le pensioni e i servizi di assistenza agli anziani;
 – si preoccupano molto anche del fatto che dovranno dipendere da qualcuno quando invecchieranno;
 – non giudicano positivamente le case di riposo;
 – vogliono vivere a casa il più a lungo possibile.

Se dobbiamo dunque  mettere le persone anziane in condizione di vivere più a lungo a casa propria, occorre migliorare la qualità dei servizi offerti, soprattutto a domicilio.
Come già accennato, il desiderio degli europei di evitare le case di riposo e gli ospedali e rimanere a casa propria il più a lungo possibile coincide con la volontà dei governi di ridurre i costi; numerosi sono quindi i tentativi in cui si cerca di attuare soluzioni innovative per mantenere gli anziani nelle loro case in maniera soddisfacente, così da risparmiare denaro pubblico e assicurare agli anziani la miglior qualità di vita possibile.
Elenchiamo allora alcuni servizi che potrebbero essere sviluppati.

Comunicazione: facilità di accesso a conversazioni telefoniche e video, specialmente se permesse da connessioni a banda larga, per restare in contatto con la famiglia e con gli amici, superando il problema dell’isolamento sociale
Spesa quotidiana, commissioni, viaggi, vita sociale e servizi pubblici: facilità di accesso a Internet sia per ordinare beni online, per esempio quando una mobilità ridotta rende più difficile fare la spesa fisicamente, sia per colloquiare con i vari uffici, istituti, enti, associazioni.
Promemoria (i problemi di memoria tendono a essere associati all’invecchiamento e quindi può esserci la necessità di un supporto per l’assunzione di farmaci e per il disbrigo delle faccende domestiche).

Sistemi di salute personalizzati che includono strumenti portatili per il monitoraggio e la diagnosi, la terapia, che possono essere integrati da un tele-monitoraggio e da un’assistenza a distanza, evitando in questo modo l’ospedalizzazione
Sostegno a persone con problemi cognitivi e a coloro che se ne prendono cura, affinché li mantengano attivi, ad esempio tramite allenamenti cognitivi, promemoria, rilevamenti GPS etc., permettendo loro di rimanere a casa il più a lungo possibile.

Fatte queste premesse, per quanto riguarda la situazione del welfare in l’Italia possiamo constatare che i servizi di assistenza agli anziani ed ai disabili periodicamente subiscono drastiche riduzioni.Aniziani2

Chi necessita di aiuto ormai deve rivolgersi, in base alle proprie disponibilità, quasi esclusivamente a personale straniero visto che ormai anche le associazioni no profit  non possiedono mezzi adeguati per coprire il territorio.

In base a quanto sopra vado ad esporre la mia proposta imprenditoriale che  è ad ampio raggio.  Eccola sintetizzata nei vari punti. 

 Programma generale

a – Creare una società per il coordinamento e la gestione dei servizi alla persona   

b – Suddividere la superficie di intervento  in aree

c – Nominare un tutor  per ogni area

d – Individuare e catalogare i fruitori dei servizi in base ai propri livelli di necessità

e – Fornire servizi

f – Mercato e ritorno economico

analisi del programma

a – Creare una società per il coordinamento e la gestione dei servizi alla persona   

la società deve avere nel proprio oggetto sociale la possibilità di promuovere percorsi formativi, di  sviluppare e commercializzare software,di  assemblare e commercializzare materiale informatico e tecnologico nuovo ed usato, di commercializzare strumenti portatili per il monitoraggio , la diagnosi e la terapia medica; di amministrare e gestire informazioni da data base;  la società deve operare in partnership con il settore pubblico e con tutte quelle istituzioni ed enti adibiti al supporto degli anziani

b – Suddividere la superficie di intervento  in aree

per poter operare capillarmente è necessario individuare i confini entro i quali la società deve operare ( esempio un  quartiere, il  comune, la provincia ); all’interno del raggio di azione è necessario disegnare altrettante aree che saranno delimitate tenendo in dovuto conto la densità abitativa, la tipologia della zona ( popolare, residenziale, di prestigio )  la configurazione del territorio ecc.

c – Nominare un tutor per ogni area

è fondamentale la nomina di un tutor per ogni area, che approfondisce le problematiche della zona, che conosce personalmente gli  anziani ed i loro familiari, li censisce, ne aggiorna periodicamente le anagrafiche, le abitudini, le necessità, che verifica il loro stato dell’invecchiamento, che propone gli interventi mirati ad aiutarli ad organizzare al meglio la propria vita; oltre a ciò il tutor deve avere compiti di coordinamento del personale della società nella propria area.

d – Individuare e catalogare i fruitori dei servizi in base ai propri livelli di necessità

la società che si propone sul territorio per l’offerta dei servizi agli anziani opera in sinergia con gli enti pubblici, le associazioni di volontariato,  le parrocchie, per la ricerca e la catalogazione dei potenziali fruitori del servizio in base al proprio livello di invecchiamento.

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e – Fornire servizi

la società si occupa:

– della preparazione e dell’effettuazione di corsi per anziani, su vari livelli, basati sull’autostima, sulla voglia di vivere, sull’apprendimento delle basi delle moderne tecnologie;
 – del tutoraggio degli anziani che hanno effettuato i corsi;
 – di sviluppare particolari  software da destinare agli anziani ( per ordinare beni on line, per colloquiare con gli uffici, per promemoria  ecc.), con facilità di accesso e di utilizzo per mezzo di interfacce appositamente create ;
 – di recuperare materiale informatico usato, nel quale inserire i programmi  espressamente predisposti per l’utente finale;
 – della locazione, della gestione, del recupero degli strumenti portatili necessari per la comunicazione e la vita sociale e per la salute ( monitoraggio, diagnosi, terapia ) ;
 – della creazione e  gestione di un data base anonimo con tutte le informazioni degli utenti anziani affiliati, dal quale rilevare statistiche utilizzabili nei più svariati modi.

f– Mercato e ritorno economico

Come già detto in precedenza la riduzione dei tassi di natalità e  l’innalzamento dell’aspettativa di vita portano alla necessità di una crescente capacità di erogare servizi agli anziani; pertanto la società si va a posizione in un mercato in forte espansione, dove la copertura economica pubblica non sarà più facilmente ritrovabile visto lo scarso numero di contribuenti futuri come conseguenza degli attuali bassi livelli di natalità.

Anziani

Recentemente in un Stato Europeo del Nord si è sperimentato su
un campione di utenti anziani il progetto “Attivi tutta la vita “ con caratteristiche simili a quello illustrato sopra; ne è scaturito che circa la metà delle persone sono state in grado di gestire la propria vita senza aiuto, con un risparmio deciso del denaro pubblico.

Oltretutto  a livello  Unione Europea  le sfide demografiche sono molto seguite e per l’appunto  l’anno  2012 è stato anche l’Anno dell’Invecchiamento Attivo.
I ricavi della società potranno essere di diversa natura e provenienza .

Per esempio:

 

 – la UE sta finanziando e finanzierà  ricerca ed innovazione  in favore dell’invecchiare bene;
 – il deciso risparmio di denaro pubblico potrà in parte essere destinato alle società che permettono tale recupero ( come ad esempio  contributi sui corsi, sul materiale informatico e sugli strumenti per la salute acquistati o locati ecc. );
 – contributi spese diretti da parte dei fruitori dei servizi;
 – rivendita delle informazioni contenute in forma anonima nei data base

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