Produttività : provare per credere

Da 25 anni lavoro in aziende private. Le ho girate un po’ tutte, piccole, medie, grandi, commerciali, industriali, di servizio.Avrei tante cose da raccontare. Ma quello che mi preme raccontare oggi è la colossale differenza di produttività tra  pubblico e privato , che noto ogniqualvolta ho a che fare direttamente o indirettamente con uffici pubblici .

Non giriamo tanto intorno al problema, cioè ai  sistemi di valutazione dell’attività del personale pubblico,  qua siamo di fronte soltanto ad una scarsa produttività, che risulta sempre più evidente se confrontata ad settore privato, che purtroppo, per un motivo o per un altro è in genere di solito sotto pressione.

imagesPurtroppo il mondo del lavoro nell’ ambito privato è agli antipodi di quello pubblico, ed oltretutto negli ultimi anni la vita lavorativa di un dipendente privato  è peggiorata di molto. Spesso spremuto ( in certi casi compie  attività giornaliere che dovrebbero essere distribuite su più persone), poche ferie, giorni di malattia ridotti al minimo indispensabile, il dipendente privato  lotta quotidianamente per salvaguardare il proprio posto di lavoro in azienda,  che mai può dirsi sicuro, visto che,  mai come oggi, le società sono  esposte a rischio “intemperie”  sia dall’esterno ( concorrenza sempre più agguerrita ), che dall’interno ( problematiche tra soci, programmazione e visioni spesso sbagliate ) . Così in molti casi, dopo tanto patire, c’è da azzerare tutto e ricominciare da capo, a causa della perdita del posto di lavoro o di una trasformazione dell’azienda che fa lasciare per strada  quasi tutti i diritti acquisiti in passato.

Andiamo di nuovo al settore pubblico. Quando per un attimo si lascia il nostro posto di lavoro ( nel privato )  e carichi di adrenalina ci si rivolge  ad un ufficio pubblico per sbrigare rapidamente  una pratica, restiamo senza parole.

Un’attività che nel privato sarebbe eseguita in 10 minuti , nel pubblico può impiegare anche  più di un’ora. Un processo di valutazione e di firma di atti che in una azienda privata in una settimana arriva a  conclusione, nel pubblico può impiegare ben oltre un mese .  E così  l’adrenalina di chi è in attesa, si trasforma in  ansia e rabbia .

Esperienze dirette ed indirette raccontano che per redigere e stampare un semplice verbale di una paginetta word, da consegnare ai presenti, troviamo che  prima il pc non partiva, poi non si trovava la cartella dove era archiviato il modello di verbale da compilare e per ultimo c’era da rintracciare il responsabile per la firma.

Oppure per avere un’autorizzazione, che doveva passare al vaglio di più uffici, dopo un  mese e mezzo e continui solleciti, alla fine, grazie  all’ interessamento di un amico, amico a sua volta  di una persona  direttamente coinvolta nella catena degli uffici, si è arrivati al dunque . Ma purtroppo tizio A prima era in ferie, tizio B poi era in malattia e tizio C aveva dimenticato la pratica dal tizio B ed è riuscito a visionarla solo da pochi giorni.images (1)

E quando si  rientra al nostro posto di lavoro ( nel privato), rimane poco tempo per raffrontare e ricordare la burocrazia e la scarsa produttività incontrata, visto che c’è da  ricominciare a macinare quotidianamente  un volume veramente  ampio di pratiche e problematiche .

Ed allora tutte le teorie attorno ai  sistemi di valutazione dell’attività del personale pubblico, perché non trasformarle  in attività pratiche da svolgere, inizialmente  con brevi stage in aziende private.

Provare per credere.

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