Pochi, maledetti e subito

Le voci sono ancora contrastanti. C’è  una parte composta da  privati ed imprese che afferma che il sistema bancario ha riaperto i cordoni della borsa, concedendo mutui, finanziamenti e nuove aperture di credito, soddisfacendo le richieste, fino a poco tempo prima non ricevibili . C’è invece un’altra parte composta da famiglie, artigiani ed altre  imprese che ancora ritiene molto insufficiente il comportamento del sistema bancario nell’ economia del nostro paese.

immagine3I giudizi positivi o negativi non sono riconducibili ad una logica particolare. Spesso dipendono da fattori come ad esempio la dislocazione geografica del richiedente, il settore di appartenenza, il tipo di mercato in cui si trova, l’approccio commerciale di quel particolare istituto di credito a cui ci si rivolge  in una data regione. Insomma,  le variabili possono essere molteplici e comunque una buona dose di fortuna e forse di conoscenze, anche in questo campo, pensiamo siano necessarie.

Invece credo proprio che siano tutti concordi sul fatto che in Italia la media dei tempi di pagamento ai fornitori è purtroppo ancora troppo alta. Tralasciando in questa riflessione la pubblica amministrazione, che è un caso a se, quasi perso, con una media di pagamenti alle imprese di circa  170 giorni, contro  i 60 giorni negli altri stati europei ,  dobbiamo rilevare che la crisi ha aggravato questa già difficile situazione, visto che tra imprese, le statistiche ufficiali calcolano una media di pagamenti di 94 giorni, mentre tra privati ed imprese di 75 giorni . Questi tempi risultano quasi il doppio che negli altri paesi europei .  Ma se andiamo davvero a sentire i diretti interessati, la situazione in certi casi è anche peggiore. Temiamo quindi che i numeri ufficiali siano sottostimati, forse perché rilevati parzialmente.

E si che anche un Decreto Legge del nostro ordinamento aveva recepito la direttiva UE che prevede un limite di credito di tempo per saldare il debito di 30 giorni, allungabile a non più di 60!

immagine2E’ chiaro che la nostra economia non  potrà risollevarsi in fretta avendo una simile zavorra. E soprattutto ciò che preoccupa e non viene detto, è il fatto che le aziende che riescono ad ottenere dalla banche  aperture di credito anche rilevanti, in certi casi destinano le somme  ricevute quasi esclusivamente  per ricoprire gli squilibri finanziari prodotti da un sistema, dove il ritardo di pagamento ( che spesso si trasforma in perdita su crediti ) è diventato anche una prassi, una consuetudine, che arriva al punto da non essere vissuto neppure in maniera negativa. Così, anziché utilizzare i finanziamenti per investimenti,  per riqualificare l’ azienda ed il proprio personale, per allargare l’organico, per  migliorare ed internazionalizzare il proprio business , l’imprenditore giocoforza, si limita a sistemare la cassa dell’impresa.

Con una visioni forzatamente troppo miope , che alla fine porterà poco lontano.

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